martedì 23 ottobre 2012

Il corpo si realizza

 

CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

COMPITO DEL CORPO

Il corpo non è fatto solo per soffrire,
ma per soffrire e gioire.
Nell’innocenza della sofferenza
come nell’innocenza della gioia,
il corpo si realizza, vulnerabile
e solenne.

Salve, mio corpo, mia struttura per vivere
e compiere i riti dell’esistenza!
Amo le tue imperfezioni e le tue meraviglie,
le amo con gratitudine, pena e rabbia alternate.
In te mi sento diviso, campo di battaglia
senza vittoria per entrambe le parti
e soffro e sono felice
a seconda di quello che il caso mi offre.

Sarà questo stesso caso,
sarà la legge di Dio o del dragone
che mi scompone in pezzetti?
Il mio corpo, il mio dolore,
il mio piacere e la trascendenza.
E alla fine il mio essere intero e unico.

(da Farewell, 1997)

.

Siamo tutti quanti come Jekyll e Hyde, dice il poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade (1902-1987): è il nostro corpo a crearci così, a infilarci in questa dicotomia tra piacere e dolore, tra gioia e infelicità. Qual è dunque il suo compito? Quale la sua missione? Una funzione sacrale, quella di vivere, subordinata ai capricci del caso, del tempo che scorre: come yin e yang, come maschio e femmina, come bene e male, dolore e gioia formano un’unità inscindibile.

.

LEONARDO DA VINCI, “UOMO VITRUVIANO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Come non vedere / che null'altro la natura ci chiede con grida imperiose, / se non che il corpo sia esente dal dolore, e nell'anima goda / d'un senso gioioso sgombra d'affanni e timori?
LUCREZIO, De rerum natura

3 commenti:

Vania ha detto...

...è molto interessante/utile questa poesia....una facile "spiegazione".

..quando la stavo leggendo pensavo all'anoressia...il corpo che manifesta...il male della testa.

...indicata/appropriata l'immagine che hai inserito.

ciaoo Vania

DR ha detto...

ci dimentichiamo spesso del corpo: dovremmo curarlo maggiormente, farlo stare bene...

daniele de blasi ha detto...

io sono invece molto interessato alla domanda di lucrezio espressa nella frase del giorno. si riferisce forse all'uomo che deve provare gioia nello spirito secondo quanto richiesto dalla natura? o magari è una provocazione forte rivolta a tutti quelli che tendono a provare solo piacere dalle cose materiali e non accettano la sofferenza?

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