lunedì 3 settembre 2012

Una spada lampeggiante


SERGIO SOLMI

GIARDINO

L'iridato
getto che il vento obliqua e sfrangia, vela
per un istante il paesaggio
lo appanna come una memoria.
Poi di colpo s'imprimono
nella stillante acqua il fico, il nespolo
del Giappone, arde il chiaro
deliquio delle rose. A sommo
del muro gli archi del loggiato, le
persiane verdi e nere
s'inseguono, più su la fuga ilare
dei meli scende a picco, scendono
monti e ombre di monti.
Bellezza un poco cruda, non mia forse,
e troppo mia,
come una spada lampeggiante un giorno
mi feristi nel sonno adolescente,
dentro t'ebbi a non farmi più dormire.

(da Fine di stagione, 1933)

.

Un giardino, un getto di fontana che scroscia e quasi avvolge la vecchia villa, gli alberi e i fiori con una foschia che cancella il tempo e fa risorgere un’antica memoria. Al ricordo del poeta, Sergio Solmi (1899-1981), appare come uno spettro l’immagine della ragazza che in quei giorni lontani della sua adolescenza gli prese il cuore: meravigliosa l’analogia della spada sfolgorante della bellezza capace di ferire e di entrare nei sogni e nei pensieri per sempre.

.

  image

THOMAS KINKADE, “GARDEN”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La ragazza che nel mezzo della vita mi sveglia e mi dice “ricordati”.
OCTAVIO PAZ, Giorni feriali

2 commenti:

Vania ha detto...

..."ferita di guerra"....raccontata/circondata da un bellissimo contesto.

ciaooo Vania

DR ha detto...

bella l'immagine della "ferita di guerra": tutti ne abbiamo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...