lunedì 10 settembre 2012

Il tanka


L’haiku è una forma poetica giapponese conosciutissima. Accanto ad esso c’è anche il tanka, componimento appena un po’ più lungo, formato da cinque versi di 5 – 7 – 5 – 7 – 7 sillabe. La prima parte – tre versi – detta kami no ku (上の句) , che se guardiamo bene è un haiku, deve formare contrasto con la seconda, chiamata shimo no ku (下の句).

Il tanka è più antico dell’haiku, che ne è una sua derivazione: i primi sono registrati intorno al VII secolo dopo Cristo. Secondo alcuni, il loro scopo principale era quello di trasmettere messaggi segreti tra gli amanti: una piccola sintesi di quello che era stata una notte appassionata. Venivano scritti su un ventaglio o legati a un fiore in boccio, scritti di propria mano e fatti consegnare da un servitore, che spesso attendeva il messaggio di risposta. Chiaramente, per essere segreti, i messaggi dovevano essere sufficientemente criptici, celando sotto analogie i piccanti dettagli. In  seguito, la loro funzione cambiò: divennero auguri propiziatori per nozze, nascite, inaugurazioni di nuove case e, nel corso dei secoli, assunsero anche i temi degli haiku, ovvero la natura, i sentimenti e lo scorrere del tempo, passando dalla cultura giapponese al resto del mondo. Ecco una piccola rassegna di tanka…

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ANONIMO GIAPPONESE

*

Non coltivato,
è cresciuto un pino,
qui, nel deserto.
Se proprio ci amiamo,
perché siamo divisi?

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MAKIKO KASUGA

*

Cadono le foglie
di ginkgo senza sosta,
scorrono in giallo!
Lucente, l'eclittica
splende lontano.

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ISHIKAWA TAKUBOKU

*

Di bianca sabbia
La spiaggia dell’isola
Nel Mar d’Oriente
Strie di pianto in viso,
Io gioco con un granchio.

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AKIKO YUSANO

*

Senza chiederci
se sia giusto o sbagliato
se la vita futura
se la fama... Tu e io
ci amiamo e ci guardiamo.

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OCTAVIO PAZ

*

Grande il cielo,
là seminano mondi.
Impassibile,
prosegue nella notte
il trapano del grillo.

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JORGE LUIS BORGES

*

La strana coppa,
La spada che fu spada
Nell’altra mano,
La luna della strada,
Dimmi, non ti bastano?

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image

YU YUAN, “FLOWERS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Quando lo spirito ci visita, allora riceviamo qualcosa. Quando non interveniamo troppo, quando non permettiamo che le nostre opinioni interferiscano, questo qualcosa può essere, se siamo felici, un sonetto, un haiku, un tanka o, nel mio caso, un cuento
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JORGE LUIS BORGES, Una vita di poesia

4 commenti:

Vania ha detto...

...che difficile scegliere ..una piccola/GRANDE rassegna di tanka !!!

...la foto scelta è degna del post e bellissima !!!:)

ciaoo Vania :)

DR ha detto...

delicatezza orientale

Paolo ha detto...

I tanka sono bellissimi. Nella mia suprema ignoranza, non ne conoscevo la forma. Grazie

Federica ha detto...

Mi piace molto il secondo tanka (non li conoscevo), mi sembra di essere già in atmosfera autunnale... .
Federica

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