giovedì 6 settembre 2012

Bambina in tumulto

 

EUNICE ODIO

VORREI ESSERE BAMBINA

Io vorrei essere bambina
per accoppiare le nubi a distanza
(alte claudicanti della forma),
 
per giungere all’allegria delle piccole cose
e domandare,
come chi non lo conosce,
il colore delle foglie.
Com’era?
 
Per ignorare ciò che è verde,
il verde mare,
la risposta salubre del tramonto in ritirata,
il timido gocciolare degli astri
sul muro del vicino.
 
Essere la bambina
che cadeva d’improvviso
dentro un treno con angeli,
che arrivavano così, in vacanza,
a correre brevemente tra le uve,
o attraverso notturni
fuggiti da altre notti
di geometrie più alte.
 
Però adesso, che cosa devo essere?
Se mi sono nati questi occhi così grandi
e questi chiari desideri di sbieco.
 
Come potrò essere ora
quella che voglio io
bambina di verdi,
bambina vinta di contemplazioni
che cade da se stessa rosea
 
...se mi dolse moltissimo dire
per raggiungere nuovamente la parola
che fuggiva,
saetta scappata dalla mia carne,
 
e mi ha addolorato molto amare a tratti,
impenitente e sola
e parlare di cose incompiute,
tinte cose di bimbi,
di candore dissimulato,
o di semplici api
aggiogate a tristi rosari.
 
O essere colma di questi scatti
che mi cambiano il mondo a grande distanza.
 
Come potrò essere ora,
bambina in tumulto,
forma mutevole e pura,
o semplicemente, bambina alla leggera,
divergente in colori
e adatta per l’addio
in ogni momento.

(da El tránsito de fuego, 1957 - Traduzione di Tomaso Pieragnolo)

.

Fuggire da un mondo che è troppo pesante per noi, liberarci del fardello che grava sulle nostre spalle, rintanarci in un rifugio sicuro dove poter coltivare i nostri sogni e medicare le ferite che la vita ci ha inferto. Tutti noi, probabilmente, abbiamo avuto questo pensiero. La poetessa costaricana Eunice Odio (1919-1974), come Guido Gozzano, come Joan Margarit, come Cesare Pavese, come Colette Nys-Mazure, individua questo tranquillo porto nell’infanzia, nel regno degli anni perduti al quale non si può ritornare se non con la mente.

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NANCY CROOKSTON, “ELIZA & LILY”

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LA FRASE DEL GIORNO
L'infanzia non ha tempo. Man mano che gli anni passano bisogna conservarla e conquistarla, nonostante l'età
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EMMANUEL MOUNIER

2 commenti:

Vania ha detto...

...le specifiche del commento non le ho lette..ora non ho tempo.

...ritorno alla poesia...magicamente acquarellata...e finisce con tratti decisi.

ciaooo Vania :)

DR ha detto...

desiderio/sogno e realtà che si scontrano

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