martedì 28 agosto 2012

Sciocca felicità

 

SERGEJ A. ESENIN

ECCOLA, QUESTA SCIOCCA FELICITÀ

Eccola, questa sciocca felicità
Con le sue finestre bianche spalancate sull'orto!
Sopra lo stagno, uguale a un cigno purpureo
Naviga silenzioso il tramonto.

Salve, mia pozzanghera d'oro
E voi betulle capovolte nell'acqua!
Dal tetto una banda di cornacchie
Canta i Vespri alle stelle.

Laggiù oltre i giardini
Dove fiorisce la vitalba
Una soave ragazza vestita di bianco
Accenna delicate canzoni:

E il freddo notturno si distende sui campi
Come una sottana celeste.
O mia cara, mia sciocca felicità,
Tenere e fresche guance di una volta!

(da Poesie – Traduzione di Giuseppe Paolo Samonà)

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Arcadica e bucolica è la felicità del poeta russo Sergej A. Esenin (1895-1925): arcadica perché originata da ciò che gli ricordava l’età dell’oro dell’infanzia – e fa sensazione dirlo e considerare che Esenin si uccise a soli trent’anni; bucolica perché collocata nelle vaste campagne del Rjazan’, regione contadina dove visse con i nonni fino ai 17 anni: Lunaciarskij lo definì appunto “il Beato Angelico dei campi”. Questa felicità tranquilla – sciocca, addirittura! – così minimale, così immotivata, ci lascia sperare di poterla incontrare ovunque sul nostro cammino: un tramonto, un fiume dove veleggiano i cigni e le sponde si riflettono verdi, una ragazza che canta, un giro di stelle…

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IVAN IVANOVIC SHISHKIN, “AT THE SUMMER COTTAGE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Corre intanto il seren per l'universa / Calma notturna e pochi o niuno il sa: / Così l'urna sovente inclina e versa / Silenziosa la Felicità
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ENRICO PANZACCHI, Lyrica

3 commenti:

Vania ha detto...

FELICITA'...presente all'appello !!!:))

...soave questa poesia.

ciaoo Vania

DR ha detto...

quella che chiamo "felicità di niente", immotivata ma non per questo meno intensa

Asia ha detto...

Bellissima

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