CARLOS PUJOL
RICORDARSI DI ALLORA
Ricordarsi di allora,
delle ferite che si conoscono a memoria,
aperte come labbra
che tacciono perché il tempo si vergogna
del suo inutile linguaggio.
Ma questa è la domanda:
con quale antico dolore dobbiamo pagare
il poco che sappiamo?
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Tutti noi abbiamo antiche ferite che il tempo ci ha inferto, e molte di queste non si rimargineranno mai, resteranno vive e aperte a lungo: “Dammi dolore cibo cotidiano” scriveva Salvatore Quasimodo in una sorta di poesia-preghiera in Acque e terre. I nostri ieri, il passato che ha costruito le persone che siamo ora, ci presentano continuamente il conto, ci obbligano a guardare indietro, a scontare errori e sofferenze. «Perché?» ci domandiamo talora. È una domanda che si pone anche il poeta e romanziere catalano Carlos Pujol (1936-2012): con quanto dolore ci tocca pagare il granello di sabbia di universo che conosciamo?
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LUCIO FONTANA, “CONCETTO SPAZIALE”
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LA FRASE DEL GIORNO
Per dare un nome al mondo, / che è limpido e misterioso come l’acqua, / cerco canzoni nuove che risuonino / come uno scampanellio nella memoria.
CARLOS PUJOL
2 commenti:
...mi è difficile...non so se la capisco.:(
....ho riscritto il commento un paio di volte...comunque...:
...si nasce e si muore....ma non si sa nulla dell'"intermezzo musicale".:)))
ciaoo Vania
sono i misteri insolubili dell'animo umano
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