venerdì 31 agosto 2012

L’odore delle cose perdute


MARTÍN LÓPEZ-VEGA

UN’ALTRA ROSA

È da giorni sul tavolo. Un’amica
me l’ha regalata senza alcun motivo,
come viene e va la felicità,
senza alcuna intenzione che potesse
farla simbolo di qualcosa.
Ora che ha perso il colore
e che sono seccati i suoi petali
e ha l’odore delle cose perdute
ora dice che non se ne vanno solo
la felicità o l’amore,
ma che passano anche i giorni vuoti,
che non c’è modo di nascondersi dalla vita,
che la fine è la stessa,
che quello che non è neppure cominciato tuttavia finisce.
E la vita, è già compiuta? È tardi per riviverla?

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Si può risalire addirittura ad Omero per trovare un simile paragone: “Quale è la generazione delle foglie, / tale è anche quella degli uomini” recita l’Iliade, riecheggiata poi da Mimnermo: “Al modo delle foglie che nel tempo / fiorito della primavera nascono / e ai raggi del sole rapide crescono, / noi simili a quelle per un attimo / abbiamo diletto del fiore dell'età”. Il poeta spagnolo Martín López-Vega (Po de Llanes, 1975), come gli augusti colleghi dell’antichità greca, medita sullo scorrere del tempo e delle nostre vite osservando il rapido seccare di una rosa. Esercizio salutare di umiltà, così da far pensare che molte delle cose che reputiamo a noi dovute non sono invece che transitorie conquiste.

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image

ALEXEI ANTONOV, “STILL LIFE, PINK ROSE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono.

MURIEL BARBERY, L’eleganza del riccio

2 commenti:

Vania ha detto...

...ottima contrapposizione poesia...frase del giorno.

...da leggere entrambe con attenzione...ma devo dire che quella che preferisco è la frase del giorno....estrapolata da quel libro che mi ha lasciato molto....e che ricordo sempre volentieri.

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

sì, insomma: non temere il passato

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