mercoledì 1 agosto 2012

Due poesie per agosto

 

Anche per agosto due poeti contemporanei spagnoli: Jordi Doce (Gijón, 1967) e Ángel Crespo (1926-1995) raccontano la sera d’agosto, la notte che cade e mitiga appena la calura, il sole che precipita in riflessi e lascia il posto a stelle impallidite dalla foschia. Nel silenzio, nel buio, contemplare il cielo è contemplare dentro di sé.

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JORDI DOCE

SUL COLLE

Si offusca lo sguardo, e l’aria della sera
fumiga come brace su uno sfondo
di vele gonfie e schiuma infranta.
Il mare è il respiro, l’attesa.
Avvolte dal pieno sole d’agosto,
le rocce scivolano fino all’acqua.
Una pozzanghera si consuma in scintillio.
Il sale brilla sui fianchi stillanti.
Estate, nel tuo tremore abbacinato
apprendo la costanza dell’azzurro.
Sotto il volo tenace dei gabbiani,
son tutt’uno col tempo dell’acqua che ristagna.

(da Lección de permanencia, 2001 – Traduzione di Raffaella Marzano)

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ÁNGEL CRESPO

AGOSTO

 
1
 
      Esco al balcone e, in verità, non vedo
se non la notte, come l'altre notti,
ora sì, con le stelle
più pallide - l'agosto
le induce con la sua tepida nebbia
a smorzare la voce -
non vedo quel che cercano i miei occhi
molto vicino ma più in là
delle costellazioni.
      Rimango sul balcone, conto i gradi
dell'arco che m'immagino
corso da passi umani - mi figuro
che anche saran passi d'altra specie -,
da passi umani, da battiti
di cuore d'uomo.
Ecco, sì, vedo. Pongo
la mano innanzi agli occhi
per veder meglio,
sì che le stelle e nubi,
questo caldo d'agosto,
non mi stornino. Stringo
tra le mani i miei occhi
e vedo. Annuso. Ascolto.
Vado al fianco dell'uomo
ch'è giunto a quell'altezza. E mi contemplo
- da tanta cima - solo
e appoggiato al balcone
sotto la notte resasi più umana.
 
 
2
 
      Quando dovremo scendere, diremo
ch'era la verità l'apparsa Aurora?
Forse racconteremo che vedemmo
sotto di noi le sue labbra spuntare,
sorridente? Diremo
che i suoi chiari capelli si spargevano
sulle nubi, sui muri,
sui fiumi, le città
e l'oceano verde;
che i suoi seni s'alzavano
come promesse,
voci che salutavano l'intruso?
Diremo ch'è verità
la meteora del Sole e del suo carro
e dell'Ore
che si prendon per mano in girotondo
intorno all'aere?
 
 
3
 
   
  Tolgo la mano dagli occhi. Sollevo
le palpebre. La notte,
sorvolata dall'uomo, arriva
e, come cane umile,
abbaia alla mia porta, lecca
i piedi ai passanti.

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EDVARD MUNCH, “NOTTE D’ESTATE SULLA SPIAGGIA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Agosto, / controluce a tramonti / di pesca e zucchero / e il sole dentro la sera / come il nocciolo nel frutto.
FEDERICO GARCÍA LORCA, Libro de poemas

2 commenti:

Vania ha detto...

....la seconda...una lunga descrizione...un "percorso di giorni...attento...quasi un "diario".
ciaoo Vania

...la frase del giorno...è "saporita":)
ciaoo Vania

DR ha detto...

eh eh... agosto è denso

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