martedì 14 agosto 2012

Alla scoperta di sé

 

MARIA WINE

SPEDIZIONE DI SCOPERTA

Se non hai
tanta fretta
(alla tua morte giungerai comunque in tempo)
potresti renderti conto di molte più cose.
Potresti per esempio scoprire
che la punta del tuo dito
ha la stessa forma arcuata
di un acino d’uva
che la sua pelle ha lo stesso schema
di piccole scanalature rigate
della buccia dell’uva
e che quando premi la punta di un dito su un altro
la sensazione di morbida durezza è la stessa
di quando la premi sull’uva.

Scopriresti
che le palpebre degli anziani
sono grezzamente rugose come la buccia dei fichi
ma sottili e trasparenti
come la pellicola dell’occhio di un uccello
Avresti il tempo di vedere
che nello smalto brilla un sorriso
che il coltello in realtà è un raggio catturato
e che lo sgombro è stato cotto alla griglia dall’ombra

Scopriresti che
spesso una pietra dura protegge
un soffice segreto
e avresti il tempo di ascoltare la melodia
che risuona dentro ogni capello
Potresti leggere il messaggio della brina
sul vetro della tua finestra
e stupito scopriresti
quanto è difficile piangere
sotto un sole abbagliante
così come ci vuole coraggio per ridere
nel buio della notte

Se sei un uomo
scopriresti
che la donna che porti dentro sogna
di poter mettersi a piangere
e se sei una donna
che l’uomo che porti dentro sogna
di poter rendere conto
della tua fragilità sprecata
Scopriresti
che quasi tutto quello che rimproveri agli altri
è un rimprovero che hai evitato di farti

Se ti dessi il tempo di contemplare
il tappeto del paesaggio che hai tessuto con la tua vita
potresti scoprire molti sentieri che hai saltato
ai quali non potrai tornare
E forse grazie alla tua scoperta
smetteresti di far correre il giorno
per raggiungere velocemente la notte
smetteresti di scavalcare l’inverno
per arrivare in fretta all’estate
e con questo sapere
allungheresti in modo considerevole la tua vita.

.

Testo un po’ new age questo della poetessa svedese Maria Wine (1912-2003), però molto adatto a questo periodo dell’anno in cui si rallenta, in cui si prova a scioglierci dalle briglie del ritmo frenetico dei giorni che ci hanno imposto - e che ci siamo imposti - nel quale ormai viviamo immersi come in apnea tanto da non renderci più conto delle piccole insignificanti cose che invece hanno probabilmente più importanza di quelle che noi reputiamo fondamentali. Dovrebbe essere il nostro proposito di questo agosto, di questo Ferragosto che arriva domani: guardarci intorno, stupirci di quanto sia azzurro il cielo, ad esempio, o di come profumino i fiori di campo, di quanto sia consistente la sabbia bagnata. Questo non è che il primo passo, perché per essere migliori dovremmo anche imparare a metterci nei panni degli altri, a non dare tutto per scontato, a non considerare che le cose ci siano dovute. E a ragionare maggiormente, considerando che poi le strade che abbiamo lasciato sul nostro cammino non potremo più tornare a percorrerle.

.

SUSAN SAVAD, “RELAXING AT THE CAFE”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
L'unico modo di dare determinatezza al mondo è quello di dargli la consapevolezza
.
MIGUEL DE UNAMUNO

2 commenti:

Vania ha detto...

...allora :

...così facile da leggere...molte volte così difficile da mettere in pratica umanamente....ottimo/corretto il tuo dire....in questo "periodo".

...la poesia...la trovo interessante ..."dilata" i punti descritti...piacevolmente.:)

ciaoo Vania

DR ha detto...

...e non l'ho scritto, ma poi ognuno si regola come vuole: c'è chi ama la frenesia, e chi invece preferisce la calma

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