lunedì 2 luglio 2012

Stelle che cadevano nel fiume

 

MÁRCIA THEÓPHILO

LE VITÓRIAS RÉGIAS

Erano stelle che cadevano nel fiume, erano stelle:
le vitórias régias. Io so - Yanoá pensa -
non solo gli animali ma tutto in natura ha un'anima,
un'anima alata che lascia il mondo quando sogna. E
sogna sempre luoghi ignoti. "Yanoá, Yanoá sveglia!
che gli uccelli possono portarti via sulle loro ali,
i sogni possono distruggerti".
Si svegliava spaventata dalle sue stesse grida.
Gli uccelli vogliono strapparmi l'anima,
io non voglio restare sola con i pensieri.
Il suo volto s'illumina e i capelli spessi le scendono
lisci sul viso rugoso, antico, scolpito dai sogni e dal sole.
Un giorno Yanoá andrà con i suoi sogni, andrà con Yara
sul fondo delle acque. «Yanoá vieni a giocare con me, proteggimi
dai pesci che governano le acque e le piante,
cresciute in fondo al mare.
Tutto il giorno i pesci vanno e vengono
fra i tuoi lunghi capelli».

(da Il fiume, l’uccello, le nuvole, Rossi Spera, 1984)

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Márcia Theóphilo (Fortaleza, 1941), poetessa brasiliana che vive a Roma, è la voce accorata della foresta amazzonica: canta i suoi miti e le sue piante, i suoi uccelli e la sua gente. Con i versi, con le sue letture, si batte per tenere alta l’attenzione su una terra che è da tempo oggetto di predazione, denuncia gli scempi che il polmone verde più vasto del pianeta è costretto a subire: “La Foresta è il complesso degli esseri che la abitano, delle piante che vi crescono e respirano. La Foresta è una lingua, e le parole che la percorrono in lungo e in largo sono gli esseri che la abitano. È un organismo vivente che sta subendo tremende mutilazioni” disse in un’intervista al Corriere della Sera nel 2009. L’amore immenso per la sua terra traspare anche da questa poesia che ho scelto in rappresentanza delle altre, che potete leggere nell’antologia proposta sul sito della poetessa: è dedicata alle vitórias régias, quelle enormi ninfee note in Italia come Victoria amazonica, con foglie che possono raggiungere il diametro di 3 metri con uno stelo alto fino a 7-8 metri e fiori di 40 centimetri, bianchi la prima notte e poi sempre più rosa con il trascorrere dei giorni. La leggenda dice che una principessa Tupi, cui fu raccontato che la luna ogni notte sceglie una ragazza per trasformarla in stella, decise di voler diventare una stella: ogni notte saliva sulle colline e chiamava la luna, la invocava perché la scegliesse e i suoi pianti si udivano lontano. Finché una notte la principessa vide la luna piena specchiarsi in un lago e, convinta che fosse finalmente venuta a prenderla, si slanciò nell’acqua. Non fu vista mai più, ma nelle acque comparvero ninfee con stelle per fiori, le vitórias régias appunto…

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FOTOGRAFIA © FWALLPAPER

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LA FRASE DEL GIORNO
Iuruparí dio del sogno / i sogni che sono dentro di noi / non sono invenzioni della nostra fantasia / sono concreti / hanno colori
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MÁRCIA THEÓPHILO, Catuetê Curupira

4 commenti:

claudia ha detto...

Il finale è meraviglioso. La natura ci parla ma occorre sensibilità per comprendere i suoi segnali. c.

DR ha detto...

occorre sensibilità, è vero... così come per la poesia

Vania ha detto...

..mucho lindo...:))

ciaoo Vania

http://dinostramano.blogspot.it/2010/09/orto-botanico.html

DR ha detto...

sono piante e fiori che colpiscono... se non ricordo male ne ho viste a Mantova

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