venerdì 20 luglio 2012

L’eterna poesia

 

FINA GARCÍA MARRUZ

SE TUTTE LE MIE POESIE SI PERDESSERO

Se tutte le mie poesie si perdessero
la piccola verità che in esse brilla
rimarrebbe comunque in ogni pietra
grigia nell’acqua o in una pianta verde.

Se tutte le mie poesie si perdessero
il fuoco le direbbe senza fine
prive di scorie, e l’eterna poesia
tornerebbe a ruggire, ancora, all’alba.

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La poesia non morirà mai, perché è insita nel mondo, è una parte della realtà che riusciamo a cogliere con l’occhio incantato della meraviglia. Ecco perché, se anche tutte le sue poesie andassero perdute, la poetessa cubana Fina García Marruz (L’Avana, 1923), è sicura che sopravvivranno, perché saranno nel sole, nella luce del mattino, nell’acqua che scorre, nell’erba che spunta, nel fuoco che divampa ardendo ciocchi…

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ROBERT DOISNEAU, “LANCER DE TRACTS RUE HENRI MONNIER, PARIS, 1944”

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LA FRASE DEL GIORNO
Chiamo poeta colui che sente confusamente agitarsi dentro di sé tutto un mondo di forme e d'immagini: forme dapprima fluttuanti, senza determinazioni precise, raggi di luce non ancora riflessa, non ancora graduata ne' brillanti colori dell'iride, suoni sparsi che non rendono ancora armonia.
FRANCESCO DE SANCTIS, Saggi critici

5 commenti:

Vania ha detto...

....ci mancherebbe !!!!

...credo che fin che l'Uomo esiste....la Poesia è una strada/corsia parallela ed a volte s'incrocia con esso in modo incancellabile/indelebile.:)))
ciaoo Vania

Vania ha detto...

...è una/ha una strada/corsia

DR ha detto...

vero... intrecciata in noi, forse nelle eliche del DNA

claudia ha detto...

Confesso di averne perse parecchie in questi anni. Meraviglioso questo senso profondo di appartenenza al cosmo. Nulla si crea nulla si distrugge, in fondo. c.

DR ha detto...

la poesia è ovunque, ma io cerco di scriverle e conservarle, non si sa mai :-)

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