lunedì 23 luglio 2012

Il tuo giardino

 

FERNANDO PESSOA

CONSIGLIO

Cingi di grandi muri chi ti sogni.
Quindi, dove è visibile il giardino
Attraverso il portone dalla grata cortese,
Poni tutti i fiori più allegri,
Perché ti conoscano soltanto così.
Ove nessuno lo vede non porre più nulla.

Traccia aiuole come quelle degli altri,
Dove gli sguardi possano intravedere
Il tuo giardino come glielo mostri.
Ma dove è tuo, e mai nessuno lo vede,
Lascia crescere i fiori che spuntano da terra
E lascia sorgere le erbe naturalmente.

Fa’ di te un doppio essere custodito;
E che nessuno, che veda e fissi, possa
Conoscere più di un giardino cui tu sei:
Un giardino ostensivo e riservato,
Dietro il quale il fiore spontaneo carezza
L’erba sì povera che neppure tu la vedi…

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“Vivere è essere un altro. (…) Cancellare tutto dalla lavagna da un giorno all’altro, essere nuovo ad ogni nuova alba, in una nuova verginità perpetua dell’emozione: questo e solo questo vale la pena di essere o di avere, per essere o avere quello che in modo imperfetto siamo”. Così scriveva il poeta portoghese Fernando Pessoa (1888-1935) nel Libro dell’inquietudine. Mise in pratica questo suo teorema sdoppiandosi, anzi dividendosi in cinque: scrisse poesie ortonime, cioè con il proprio nome, ed eteronime, sotto pseudonimo. Pessoa diventò così: Álvaro de Campos, straniero in ogni parte del mondo; Ricardo Reis, medico classicista e monarchico; Alberto Caeiro, contadino realista che aveva in odio la metafisica; e infine Bernardo Soares, impiegato invece attratto dalla metafisica. Ognuno di loro è un giardino che Pessoa presenta al mondo in un letterario gioco di maschere. Se portiamo ai nostri giorni questa poesia, viene facile pensare invece ai social network, dove molti creano il loro giardino, mostrando agli altri i fiori più belli o più esotici, lasciando invece nel cuore delle proprie case le erbacce e le infestanti. Alla fine, si può considerare, come Pessoa-Bernardo Soares: “E sorrido quasi, non perché mi capisco ma perché, essendo diventato un altro, ho cessato di comprendermi. Nel cielo alto, come un visibile nulla, una minuscola nuvola è la dimenticanza bianca dell’intero universo”.

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CLAUDE MONET, “FEMME AU JARDIN”

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LA FRASE DEL GIORNO
Non so chi sono, che anima ho.  Quando parlo con sincerità non so con quale sincerità parlo. Sono variamente altro da un io che non so se esiste
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FERNANDO PESSOA, Il poeta è un fingitore

3 commenti:

Vania ha detto...

...puntuale....mi viene a mente leggendo questa poesia..il video di una canzone ...
http://www.youtube.com/watch?v=jzl4yGUPaoY&feature=related
ciaoo Vania :)

Vania ha detto...

..un po' anche la canzone. :))

DR ha detto...

gazzè mi piace

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