giovedì 26 luglio 2012

Il dolce dono

 

IDEA VILARIÑO

CONCEDIMI QUESTI CIELI, QUESTI MONDI ASSOPITI

Concedimi questi cieli, questi mondi assopiti,
il peso del silenzio, questo arco, questo abbandono,
accendimi le mani,
affondami la vita
con il dolce dono che ti chiedo.

Dammi la luce scura, appassionata e salda
di questi cieli lontani, l’armonia
di questi mondi sigillati,
dammi il confine silenzioso, il delineato
contorno di queste lune d’ombra,
il loro canto misurato.

Tu, il negato, dammi tutto,
tu, il potente, chiedi,
tu, il silenzioso, dammi il dono più dolce
di questo miele immediato e insensato.

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È una preghiera, quasi, questa poesia dell’uruguayana Idea Vilariño (1920-2009): è un inno alla sua schiva solitudine autoimposta che le impedì di rilasciare interviste e di parlare delle sue poesie per un lungo tratto della sua vita – solo nel 1997 concesse una straordinaria video-intervista. È anche un inno alla natura, alla sua bellezza, alla contemplazione di un cielo che si trasforma in una meditazione su se stessi, sulla propria vita, in sincronia con il ritmo della luce e dei giorni.

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dawn-at-field

FOTOGRAFIA © NATURE-WALLPAPERS

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LA FRASE DEL GIORNO
Cerchiamo / ogni notte / con fatica / in terre pesanti e asfissianti / questo lieve uccello di luce / che arde e ci sfugge / con un gemito
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IDEA VILARIÑO

2 commenti:

Vania ha detto...

....si quasi una preghiera...invocazione....che "abbaglia"...come la foto.

...anche una "cronaca" sintetica...con dovizia di particolari.

ciaoo Vania

DR ha detto...

ai poeti piace porsi davanti all'universo

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