martedì 29 maggio 2012

Sul filobus

 

ELIO PAGLIARANI

RIPENSAVO LA GIOIA, IL TUO ALIMENTO

Ripensavo la gioia, il tuo alimento,
ti guardavo i capelli, il viso chiuso
e intento sul giornale dove ho finto
anch’io di leggere, rimanendo escluso
a te seduto accanto sul tuo filobus.

Ho le prove – potrei gridarlo ai giudici –
che non mi hai visto porterò le prove
fino che campo, che la capacità del mio pensiero
nemmeno con la forza dello sguardo
di un estraneo passeggero sopra il filobus
sa arrivare a sfiorarti.

(da Inventario privato, Veronelli, 1959)

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Una Milano d’epoca, uno di quei filobus scomparsi che attraversa le vie cittadine in un’atmosfera vagamente crepuscolare, come i toni di questa poesia di Elio Pagliarani (1927-2012) scritta con il suo usuale stile pieno di parole consuete. Torna quell’incomunicabilità amorosa e urbana già incontrata in Sarà ora di chiudere, amore e in Che ci portiamo addosso il nostro peso, entrambe tratte da Inventario privato. L’amore che esclude, che rende estranei, nel grande tessuto di una moderna civiltà industriale.

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FOTOGRAFIA © TPL ITALIA

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LA FRASE DEL GIORNO
È forse il fischio e nebbia o il disperato / stridere di ferrame o il tuo cuore sorpreso, spaventato / il cuore impreparato, per esempio, a due mani / che piombano sul petto
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ELIO PAGLIARANI, La ragazza Carla e altre poesie

3 commenti:

Vania ha detto...

...leggevo tempo fa che ogni epoca/società ha la sua "malattia"....non vuol dire che sia una "brutta malattia".


ciaoo Vania

Vania ha detto...

Daniele...ho trovato ora la foto della casa su Pinterest...quella che ti avevo detto in merito alla Poesia.....vedila...è sui i miei mi piace...:))

ciaoo Vania

DR ha detto...

carina l'immagine a cuore....

sì, ogni epoca ha la sua malattia

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