giovedì 3 maggio 2012

Nel tuo giro inquieto

 

EUGENIO MONTALE

MIA VITA, A TE NON CHIEDO

Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

(da Ossi di seppia, 1925)

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Il tempo passa, giorno dopo giorno, e il suo giro sul passo delle stagioni sempre più spesso ci trova infilati nel tunnel della monotonia di gesti ripetuti. Dolcezze e amarezze non hanno più un loro gusto definito, ma si confondono, vengono presto dimenticate nel grigiore. Eppure, in questo deserto del sentire, in questo percorso rettilineo capita ancora talvolta di trasalire, di stupirci. Così – dice Eugenio Montale (1896-1981) – come capita a chi senta riecheggiare all’improvviso il colpo di un cacciatore in campagna. Si può ravvisare anche un’eco leopardiana: “Odi spesso un tonar di ferree canne, / Che rimbomba lontan di villa in villa” dice il vate di Recanati al Passero solitario, così simile all’abulico Montale: “Tu pensoso in disparte il tutto miri; / Non compagni, non voli, / Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi”…

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NARCISSE DIAZ DE LA PENA, “IL RITORNO DEL CACCIATORE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Spesso il male di vivere ho incontrato: / era il rivo strozzato che gorgoglia, / era l'incartocciarsi della foglia / riarsa, era il cavallo stramazzato.
EUGENIO MONTALE, Ossi di seppia

2 commenti:

Vania ha detto...

...confermo tutta la tua lucida/lineare spiegazione tranne trovarvi l'eco lepardiano a me sconosciuto :)

...secondo me...la poesia è un insieme di sensazioni ben "definibili/costruibili"..."definite/costruite".

ciaoo Vania

DR ha detto...

Montale è sempre Montale.. Certe sue immagini sono davvero sorprendenti

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