giovedì 24 maggio 2012

Inciampando in un fiore perduto

 

JAROSLAV SEIFERT

SE DITE CHE I VERSI SONO ANCHE CANTO

Se dite che i versi sono anche canto
- e si dice -,
tutta la vita ho cantato.
E ho camminato con quelli che nulla avevano,
né luogo né fuoco.
Ero uno di loro.

Ne ho cantato il dolore,
      la fede, la speranza,
con loro ho vissuto
ciò che vissero. Angoscia,
debolezza, paura e coraggio,
e la tristezza della miseria.
E il loro sangue, quando scorreva,
spruzzava me.

Ne è scorso sempre abbastanza
in questo paese di dolci fiumi, erbe, farfalle,
e donne appassionate.
Anche le donne ho cantato.
Accecato dall'amore,
      nella vita ho brancolato,
inciampando in un fiore perduto
o gradino d'antica cattedrale.

(da La colata delle campane, 1967 – Traduzione di Sergio Corduas)

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“Però so bene / che un poeta deve sempre dire più / di ciò che sta nascosto nel rombo delle parole. / Ed è la poesia”. Eccola, la poetica di Jaroslav Seifert (1901-1986), poeta ceco, Premio Nobel 1984. I versi che ho proposto sono una summa della sua vita, risalgono al 1967, alla maturità che vira ormai in vecchiaia, sono il curriculum del poeta, che passa in rassegna tanti anni di poesia, di canto al fianco degli umili e degli oppressi. Ed è bellissimo l’atto d’amore finale per Praga, la città cantata e amata come una donna.

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FOTOGRAFIA © MAUROONLINE

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LA FRASE DEL GIORNO
L'atteggiamento lirico non desidera convincere gli altri. Offre loro soltanto l'opportunità di partecipare a ciò che sente e sperimenta il poeta. Niente di più e niente di meno.
JAROSLAV SEIFERT, Lettura per il Premio Nobel

2 commenti:

Vania ha detto...

...splendide le prime tre righe...la somma ...di una vita...in questo caso la sua vita.

ciaoo Vania :)

DR ha detto...

belli anche i quattro versi finali: la poesia potrebbe essere composta solo di quelli e dei primi tre

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