mercoledì 16 maggio 2012

Il confine esatto della rosa


GILBERTO OWENimage

LÀ NEI MIEI ANNI

Là nei miei anni la Poesia usava come segno una X,
e la sua coscienza si chiamava quindici.
Cosa farebbero le rose
senza chi fissi il confine esatto della rosa?

Cosa farebbero gli uccelli (anche quelli più rari)
senza chi misuri il numero esatto del loro trillo?
Ora, uccelli e rose dovrebbero cavarsela da soli
e la vita avrebbe molto meno senso.
Come la schiava che ha perso il suo padrone
(e tu eri la sua padrona e lui tuo schiavo),
così te ne andrai Poesia per le strade del Messico.

.

La poesia è una Musa e signora e il poeta è il suo servo fedele. Così la pensava il simbolista messicano Gilberto Owen (1904-1952). Un servo assolutamente necessario alla comprensione del mondo e della realtà. Senza il poeta, capace di esprimere la poesia, di interpretare i segnali che essa invia, il senso del reale andrebbe perduto: le rose e gli uccelli non avrebbero più valore e non avrebbe più valore neppure la poesia, che rimarrebbe inespressa.

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SALVADOR DALÍ, “ROSA MEDITATIVA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Se non è amore, che cos’è questa cosa che mi travolge di dolcezza? / Inutile domani: uccelli e fiori senza testimoni.
GILBERTO OWEN, Sindbad el Varado

2 commenti:

Vania ha detto...

...una riflessione d'eccellenza questa poesia.


ciaoo Vania

..e qualcosa di meno poetico e più reale/quotidiano...stamattima la Vale aveva la sua prima gita e piove...non andranno..lacrime come inizio giornata :(

DR ha detto...

che peccato! qui c'è un vento che ti leva invece e un cielo azzurro da poesia

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