lunedì 7 maggio 2012

Contemplare il tuo corpo

 

VICENTE ALEIXANDRE

A TE, VIVA

Es tocar el cielo, poner el dedo
sobre un cuerpo humano.
Novalis

Quando contemplo il tuo corpo disteso
come un fiume che non cessa mai di passare,
come un limpido specchio dove cantano uccelli
e dà gioia sentire il giorno come albeggia.

Quando guardo i tuoi occhi, profonda morte o vita che mi chiama,
canzone da un profondo che sospetto;
o vedo la tua forma, la tua fronte serena,
pietra lucente ove i miei baci brillano,
come rocce che specchiano un sole che non cala.

Quando accosto il mio labbro a quell'incerta musica,
al rumore di quanto è sempre giovane,
dell'ardore terrestre che canta in mezzo al verde,
umido corpo in perpetuo trascorrere
come amore felice che va e torna

Sotto di me sento il mondo girare,
girare lieve con virtù eterna di stella,
con generosità lieta di astro
che non chiede neppure un mare ove riflettersi.

Tutto è sorpresa. Il mondo scintillante
sente che un mare a un tratto è la tremulo, nudo,
che è quel petto avido, febbrile,
che chiede solo il brillio della luce.

La creazione fulge. Resa quieta la gioia
passa come un piacere che non tocca il suo colmo,
come fulminea ascensione d'amore
dove il vento circonda le fronti più cieche.

Contemplare il tuo corpo alla tua sola luce,
con la vicina musica che concerta gli uccelli,
le acque, il bosco, il palpito in catene
di questo mondo pieno che sento sulle labbra.

(da La distruzione o amore, 1933)

.

“La poesia è una serie di domande che il poeta pone costantemente. Ogni poesia, ogni libro è una richiesta, una sollecitazione, un’interrogazione, e la risposta è tacita, implicita, ma anche continua, che il lettore dà a se stesso attraverso la lettura. Si tratta di un raffinato dialogo in cui il poeta domanda e il lettore dà in silenzio la sua piena risposta”: Vicente Aleixandre (1898-1984), poeta spagnolo della Generazione del ‘27, insignito del Nobel nel 1977 ci ha lasciato la sua visione poetica proprio nella lettura per il premio svedese. Questa “serie di domande” nasce in Aleixandre dalla fase meditativa, cui fu costretto da lunghi periodi di malattia e di convalescenza. La contemplazione del corpo dell’amata – di questo tratta la poesia, come spiegano i versi di Novalis posti in epigrafe, “È toccare il cielo, posare il dito su un corpo umano” – si trasforma in una meditazione cosmologica, è il mondo stesso che si manifesta in quel corpo, in quegli occhi, in quei seni, in quel viso.

 

HELEEN VRIESENDORP, “NUDE III”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La solitudine scintilla nel mondo senza amore. / La vita è una vivida corteccia, / una rugosa pelle immobile / dove l’uomo non può trovare il suo riposo, / per quanto scagli i suoi sogni contro un astro spento.
VICENTE ALEIXANDRE, La distruzione o amore

2 commenti:

Vania ha detto...

...ci mancherebbe non fosse così il corpo dell'amata!!!;)))

...molto sensibile /delicata/preziosa questa poesia.

ciaoo Vania

DR ha detto...

eh be', ma l'importante è saperlo dire

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...