Due poesie per il rigoglio del mese di maggio, accomunate dal canto: violini, uccelli, campane, gabbiani. Esprimono la forza della primavera che ormai viaggia su passi sempre meno incerti verso il trionfo estivo. Francesco Gaeta (1872-1927), poeta napoletano, si può ascrivere alla corrente crepuscolare; Gioconda Belli (Managua, 1948) è una poetessa del Nicaragua, molto sensibile ai temi dell’emancipazione femminile.
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FRANCESCO GAETA
DI MAGGIO
un violino, giù in strada, geme.
Oh se in quest’ora priva di coraggio
fossimo insieme!
Per le velate case e la collina,
tenera snoda una campana il canto.
Saprò se in questa povera mattina,
amore, hai pianto.
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GIOCONDA BELLI
MAGGIO
come i fiori dell’albero di fuoco,
né mi crescono baccelli sulle braccia;
ma sempre rifiorisco
con questa pioggia interna,
come i cortili verdi di maggio
e rido perché amo il vento e le nuvole
e il passo degli uccelli canori,
e sebbene io resti impigliata nella rete dei ricordi,
coperta d’edera come le antiche muraglie,
continuo a credere nei sussurri serbati,
nella forza dei cavalli selvaggi,
nel messaggio alato dei gabbiani.
Credo nelle radici innumerevoli del mio canto.
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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA
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LA FRASE DEL GIORNO
Godi di maggio che consuma in fretta / i giorni delle rose alla luce / spettrale della sera, la giovinezza / non aspetta.
ATTILIO BERTOLUCCI
LA FRASE DEL GIORNO
Godi di maggio che consuma in fretta / i giorni delle rose alla luce / spettrale della sera, la giovinezza / non aspetta.
ATTILIO BERTOLUCCI

2 commenti:
...belle....anche la tua foto.
..a me maggio ricorda sempre quando ero piccola che andavo al "fioretto" rosario.:)
ciaoo Vania
Maggio nella mia memoria rimarrà sempre il primo mese di militare
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