giovedì 2 febbraio 2012

Schedari di desideri


RAFFAELE CARRIERI

I CASTELLI


I tuoi castelli i tuoi capelli
sono vellutate scatole di compassi.
Sono fabbriche di girini.
Sono schedari di desideri
Con aculei e rampini.

Tremano gli indovini
A leggere nelle tue mani
I miei profili oscillanti.


(da Le ombre dispettose, Mondadori, 1974)

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È chiaro che il protagonista di questa poesia del tarantino Raffaele Carrieri (1905-1984), definito “eccentrico” da un critico di grido come Mario Praz, è il linguaggio. Sono quelle immagini simboliste sapientemente mescolate a creare un ritratto – tecnica analogica, più propriamente – a costituire l’ossatura stessa della poesia. È evidente l’influenza degli anni vissuti a Parigi, tra il 1925 e il 1930, dove Carrieri fu in contatto con l’avanguardia bohémienne e posò anche più volte per Picasso, intrecciando una serie di contatti con i pittori che proseguirà per tutta la vita, confluendo spesso in componimenti con opere d’arte come oggetto. I versi raggiungono allora una “estrosità esplosiva”, come rilevò Giancarlo Vigorelli: forse perché l’analogia tanto cara ai Simbolisti si coniuga con la “grecità” classica e mediterranea della sua terra d’origine.

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PABLO PICASSO, “PORTRAIT DE SYLVETTE DAVID”
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LA FRASE DEL GIORNO

Letteratura, letteratura! /  Ahi, che professione / Ingrata è la nostra / Se in un simile salone / Una sera piovosa ci conduce / E l’anima scuce, scuce / Fino all’ultima imbottitura.

RAFFAELE CARRIERI, Le ombre dispettose

2 commenti:

Vania ha detto...

....intagliata/dipinta nel/la legno/testa.:)

...bella!!!
ciaoo Vania

DR ha detto...

bella perché le immagini risultano vivide, per quanto improbabili

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