domenica 26 febbraio 2012

Quel vestito stampato


ANDREW MOTIONimage

SUL TAVOLO

Ci terrei a precisare che ho comprato
questa tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati
da alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato
che indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito
– hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’, mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro
oppure no.

Come è potuto uscirsene così in silenzio
dalla nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche
altro sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra
quelle pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi
in una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce
un’astina dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo
di piombo.

È passato tanto tempo ormai, amore mio,
tanto tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima
notte sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere
pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino
a quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli,
di schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto
ci vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa,
calda, candida come la luna.

(da AA. VV., Nuove poesie d’amore - a cura di Angela Urbano - Crocetti Editore, 2010 -Traduzione di Helena Sanson)

.

Devo ammettere di averci pensato anch’io qualche volta: il tema di questa poesia è che fine abbia fatto un vestito indossato tanto tempo prima dalla donna amata – un vestito che diventa un feticcio, che passa a simboleggiare l’amore com’era nel suo nascere, nel suo primissimo albore fatto di tenerezze e gesti romantici. L’aver scelto una tovaglia che ne richiama colore e disegno è per il poeta inglese Andrew Motion (Londra, 1952) un segno dell’antico amore, un risveglio della fiamma mai sopita. Motion scrive nella sua biografia per il British Council: “Voglio che i miei versi siano chiari come acqua. Nessun linguaggio ornato, solo qualche ovvio accorgimento. Voglio che il lettori possano vedere tutto il percorso attraverso lo specchio della palude. Voglio che sentano di trovarsi in un mondo che pensano di conoscere, e che diventa poi straniero, più carico, più turbato di quello che credevano”. Bene, Sir Andrew Motion, ci sei riuscito: ho ripensato a quel vestito azzurro riempito di lei, a come si ricopriva della luce d’estate… Sarà diventato stracci per pulire i vetri o è finito nel macero della Caritas o forse è passato di mano, dopo essere finito in qualche mercatino?

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image

EDNA CROMPTON, “FLAPPER GIRL IN A FLOWERED DRESS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Si ama solamente ciò in cui si persegue qualcosa d'inaccessibile, quel che non si possiede.
MARCEL PROUST, La prigioniera

1 commento:

Vania ha detto...

...mi piace molto l'inzio...ATTENZIONE!!!!...ci terrei a precisare.:))

...quando si vuole bene/si è voluto bene...nulla passa inosservato.

ciaooo Vania

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