domenica 4 dicembre 2011

La sete della rosa


ALDA MERINI

LA SETE E LA ROSA

Pochi sanno che la rosa ha sete
e pensano che Dio l’abbia
creata per loro,
la mettono sul seno
di vecchie baldracche
e la lasciano morire nell’ombra.
L’amatore stacca la rosa
e la regala ad un’altra
e pensa di farle un dono.
La rosa muore di malinconia,
diventa un gambo
ed a lungo andare un chiodo.
Così verrà un giorno
che il mondo sarà pieno di chiodi
perché nessuno ha dato
da bere alla rosa.
Così quando io scrivo i miei versi
tu credi di meritarli
e li metti sulla punta d’uno spillo
e li doni a una stupida ragazza.

(da Un segreto andare, Tallone, 2006)

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Dove vanno le poesie? Talvolta le si scrive con facilità, vengono come un bicchiere d’acqua a placare la sete. Talora invece sono parti laboriosi della mente, dell’elaborazione delle impressioni che si aggrovigliano nella testa del poeta. Poi le si affida alla carta stampata, al libro, ora è possibile anche lanciarle direttamente nella Rete con qualche colpo di mouse: come messaggi in bottiglia lasciati a galleggiare nell’oceano. E a questo punto sorge l’assillo che turba la grande poetessa milanese Alda Merini (1931-2009): come saranno usati questi versi? Saranno apprezzati per quello che sono? Per il dolore o la gioia, per la luce o la tenebra, per la bellezza che essi raccontano in quanto poesia? O diventeranno pretesto, mezzo per raggiungere un diverso scopo? Perché, se non verranno alimentati con altra poesia, seccheranno e si trasformeranno in freddi acuminati chiodi.

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image

NANCY FRANKE, “ROSE POETRY”

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è la vita che hai dentro.
ALDA MERINI, La poesia luogo del nulla

1 commento:

Vania ha detto...

....chissa quante risposte...per fortuna nessun "dilemma"...per tutti .... sapere come è fatta la rosa.:)
ciaooo Vania

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