mercoledì 28 dicembre 2011

Il fascino dei ricordi lontani

 

JORGE TEILLER

AVEVO DIMENTICATO

Avevo dimenticato:
Una scampanellata = passeggeri da nord.
Due scampanellate = passeggeri da sud.
Tre = un merci da nord.
Quattro = un merci da sud.
Questo appresi una volta
in un posto il cui nome non importa
dove ora nessuna campana
annuncia nessun treno.

 

C’è il fascino dei ricordi lontani, perduti e ritrovati in questa breve poesia del cileno Jorge Teiller (1935-1996). Una stazione sperduta nella regione dell’Araucania, dove per segnalare il passaggio dei treni c’è un semplice sistema di campanelle. Tanto tempo fa, nella sua infanzia, il poeta ha appreso questo codice, e ora, riemerso dai meandri della memoria, ecco che torna con meraviglia, con nostalgia. È uno dei temi classici di Teillier, fondatore della poesia larica, che abbiamo già visto rimpiangere il passato come età dell’oro. Qui, nel ricordo riaffiorato, c’è un’operazione di tipo proustiano: è il tempo perduto a ripresentarsi, non evocato, apparendo per qualche misteriosa connessione, come in Proust dal sapore di un biscotto inzuppato nel tè.

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FOTOGRAFIA © MIKE CROWE

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LA FRASE DEL GIORNO
I ricordi sono voli brevi, barbaglianti: ma il pipistrello che hai abbattuto è la realtà.
GIORGIO SAVIANE, L’inquisito

2 commenti:

Vania ha detto...

...che bel suono...un bel/importante ricordo affiorato...che merita di essere rispolverato.

ciaooo Vania

DR ha detto...

piccole cose che seppelliamo nella nostra memoria e che poi ritroviamo come preziosi tesori

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