ANTONIA POZZI
DESIDERIO DI COSE LEGGERE
Desiderio di cose leggere
Giuncheto lieve biondo
come un campo di spighe
presso il lago celeste
e le case di un'isola lontana
color di vela
pronte a salpare –
Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca –
Ma giungerà una sera
a queste rive
l'anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l'acqua o l'aria
salperà – con le case
dell'isola lontana,
per un'alta scogliera
di stelle –
1° febbraio 1934
(da Parole, 1938)
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Capita di sentirsi addosso il peso della vita: come una pietra in una barca, dice Antonia Pozzi (1912-1937). Come un sasso nel cuore. E allora si è attirati dalla leggerezza – l’ondeggiare dei giunchi nel canneto sulla riva di un lago, il vento che li accarezza, le vele tese che si muovono sull’acqua limpida. Leggere come piume. Quello è il sogno della poetessa lombarda, anzi, la speranza: trovare finalmente libertà nella leggerezza. Antonia Pozzi, come sappiamo, non la trovò in vita. Forse, il giorno di dicembre in cui si distese ad attendere che i barbiturici facessero effetto, la intravide come una nuvola che passava nel cielo freddo sopra l’Abbazia di Morimondo.
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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA
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LA FRASE DEL GIORNO
Parmenide rispose: il leggero è il positivo, il pesante è negativo. Aveva ragione oppure no? Questo è il problema. Una sola cosa era certa: l'opposizione pesante-leggero è la più misteriosa e la più ambigua tra tutte le opposizioni.
MILAN KUNDERA, L’insostenibile leggerezza dell’essere
5 commenti:
..be' ....ormai "conosciamo" questa brava/buona scrittrice.
...chissà sia un 2012 più leggero che pesante...vedremo....speriamo di raccontarcelo il 30 dicembre 2012 qui.:)
ciaoooo Vania
p.s..."leggercelo"...:))))
speriamo... è stato un 2011 non troppo bello per tutti
Be', l'attimo prima di morire dev'essere leggero... Al momento preferisco la pesantezza di questo corpo...
anch'io... :-)
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