sabato 19 novembre 2011

Il calore di una vita già indossata

 

FRANCISCO BRINES

GIORNI D’INVERNO NELLA CASA ESTIVA

Nella solitudine di questi giorni d'inverno
con gli alti fiori di aloe rossi
nel giardino, in casa non c’è nessuno
e io la abito.
Ci sono gli uccelli. E la luce del sud
nel giorno indeciso.
Viene la notte con gli occhi bendati
e cieca cade fuori dai muri
così fredda, così ampia.
Vivo nell’intimità della casa vuota,
e nelle stanze disabitate
posso sentire il suono attutito della vita,
toccare il tempo congelato,
gustare negli specchi un sapore dolce,
la noia di un'immagine senza gioventù.
E ci sono, però, il calore di una vita già indossata,
il segreto entusiasmo di essere stato.

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Come sarebbe andare nella casa che si usa per le vacanze estive in inverno? Quali sarebbero le sensazioni che darebbe? E quali emozioni innescherebbe una presenza “fuori posto”? Sono le domande cui risponde il poeta spagnolo Francisco Brines (Oliva, 1932) con i suoi versi di ispirazione classica e malinconica che navigano nel corso del tempo con la serena accettazione del suo scorrere. Quello che alla fine emerge, da quei giorni trascorsi nella casa delle vacanze estive così diversa – le sere brevi, il ghiaccio, il silenzio, il tempo che sembra scorrere più lento – è un sapore dolce di nostalgia.

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FOTOGRAFIA © CHEST OF BOOKS

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LA FRASE DEL GIORNO
La nostalgia è rendersi conto che le cose non erano insopportabili come sembravano allora.

ARTHUR BLOCH, La legge di Murphy

2 commenti:

Vania ha detto...

...una delle infinite sensazioni di una vita...."ascoltate".

..ottima la foto.

ciaooo Vania

DR ha detto...

eppure a me piacciono il mare d'inverno, la bassa stagione, la solitudine...

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