domenica 13 novembre 2011

Gigli e rose

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ELMA MITCHELL

PENSIERI ALLA RUSKIN

Le donne gli ricordavano gigli e rose.
A me ricordano piuttosto sangue e sapone,
armate di uno straccio caldo, vanno all’assalto di nasi,
orecchie, collo, bocca e di tutti i punti segreti:

armate di un coltello tagliente, spezzettano il fegato,
tengono cuori a sanguinare sotto l’acqua corrente,
eviscerano e farciscono, mettono sottaceto e conservano,
sbollentano, sbiancano, gratinano, polverizzano,
- Tutta la chimica tremenda delle loro cucine.

I loro mariti lontani si chinano sulla scrivania di mogano
e con garbo manipolano il mercato,
mentre al sicuro a casa, le tenere e gentili
ammazzano topini, un colpo secco sul collo,
asfissiano mosche, sfrattano ragni,
strofinano, sfregano con gran rumore e buttano all’aria credenze,
affidano cose a pattumiere, torcono, strizzano,
polsi rossi , nocche bianche e dita raggrinzite,
polpute, tiepide. Manovrano aspirapolvere stridenti
attorno alle protuberanze del mobilio, rassettano
e tirano via lenzuola da sotto pesanti
vecchi incontinenti, si chinano per importunare i giovani,
danno strattoni, piegano, infilano, usano la lampo, abbottonano,
imboccano cibo, incoraggiano l’evacuazione,
asciugano il vomito, infilzano la stoffa con aghi,
avvolgono lana intorno ai loro ferri da calza,
creano cose comode e calde sui loro ferri

Le loro mani enormi! Gli occhi che sono dappertutto! Le voci
alzate per comunicare attraverso il baccano,
le cosce massicce e i seni che danno conforto,
le loro aperture sanguinanti e i loro recessi pelosi,
i grembi che intascano un uomo capovolto!

E quando tutto è finito, via i grembiuli,
rapida occhiata all’orologio e vanno di sopra,
si siedono e sospirano un po’, spazzolando i capelli,
e in un modo o nell’altro  negli specchi trovano colori, odori,
le loro essenze di gigli e di rose.

(da Corporea – Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, Le voci della Luna, 2009 – Traduzione di Anna Maria Robustelli)

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I testi inseriti nella raccolta Corporea, a detta delle curatrici “esprimono la differenza femminile non tanto e non solo per combattere il mondo tradizionale, quanto per arricchirlo”. È in questa ottica che si deve leggere la poesia di Elma Mitchell (1919-2000): travalicare gli stereotipi per definire una figura di donna diversa da come appariva ad esempio ai tempi di John Ruskin, critico d’arte, scrittore, filantropo e poeta dell’epoca vittoriana che teorizzava l’estetica romantica. Perché la donna non è più – o non è mai stata se non nelle classi sociali elevate dell’epoca – l’etereo essere che si adorna di rose e gigli, ma è spesso una “tuttofare” che sa gestire la casa e il lavoro.

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IMMAGINE © BROCANTEHOME

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LA FRASE DEL GIORNO
Siamo profondamente amanti, siamo sapientemente buone, senza scambiare gli uffici, senza rifuggire dal lavoro travaglioso e dalla devozione costante.
GUGLIELMINA RONCONI, Alle donne pesaresi

2 commenti:

Vania ha detto...

http://fragoleinfinite.blogspot.com/2010/05/ode-al-folletto.html

....leggi !!!!!;))))))))))
ciaoooooooooo Vania

DR ha detto...

ah però..


:-)))

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