lunedì 28 novembre 2011

Come Danaidi



MARIA LUISA SPAZIANI

MITOLOGIA


Basta soltanto essere in vita, a volte:
e simili alle Parche
tagliamo i fili della vita altrui,
avveleniamo il sangue di chi amiamo.

Ma più sovente, forse, capovolte
Penelopi tra gli ospiti nemici,
ritessiamo di notte i cento fili
che va strappando la diletta mano;

come Danaidi senza mai riposo
ricolmiamo le vasche del respiro
che ci succhia (più stretto si fa il giro)
l'uomo lupo agli uomini.


(da Utilità della memoria, Mondadori, 1966)

.
La nostra vita non è soltanto nostra, per quanto in questi anni di individualismo sfrenato tentiamo di convincerci del contrario. La nostra vita incide anche su quella degli altri, soprattutto su quella di coloro che amiamo e che talvolta facciamo soffrire. È Maria Luisa Spaziani (Torino, 1924) a sottolineare questa coscienza esistenziale ammodernando l’antica mitologia greca e proiettandola nella società odierna. Così di volta in volta – senza neppure rendercene conto – ci tocca essere le Parche che tessono il filo dell’altrui destino oppure una Penelope inversa che, anziché disfare ogni notte la tela, la ricostruisce per riannodare gli affetti. E, comunque, tutti quanti, come le Danaidi condannate per aver ucciso i loro mariti la prima notte di nozze, siamo costretti a riempire le vasche senza fondo dei giorni, respiro dopo respiro, tra i nostri simili che spesso, come tramandato sin dai tempi di Plauto, sono per gli altri uomini lupi.
.


JOHN WILLIAM WATERHOUSE, “THE DANAIDES”
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LA FRASE DEL GIORNO

L'uomo dovrebbe poter vivere due vite: una per sé e l'altra per gli altri.
ITALO SVEVO, Una vita

1 commento:

Vania ha detto...

...commoventi versi ...molto intensa questa poesia...idem per la frase.

...da "analizzare".
ciaooo Vania

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