sabato 22 ottobre 2011

Vocazione ad esistere


LEONARDO SINISGALLI

MI DIFENDO A QUESTA RAFFICA

Mi difendo a questa raffica
Che spolvera la luce della piazza
Sulle cime dei pioppi.
Nel debole riverbero uno stormo
Di foglie risale il ciglio della murata.
Batte qui dove mi duole
Questa voce tutta notte:
Mi ritorna la triste
Vocazione ad esistere,
La brama di cercarmi in ogni luogo.

(da Vidi le Muse, Mondadori, 1943)

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Una sera d’autunno. Il vento freddo soffia per le vie e trascina mulinelli di foglie qua e là. Il poeta, Leonardo Sinisgalli (1908-1981) si interroga, prende “coscienza dello spazio terrestre”, come rilevò Giuseppe Pontiggia, nella sua terra natale, l’arcaica e remota Lucania che diverrà poi terra del ricordo negli anni romani e milanesi. Esprime tutta la tensione che alimenta la sua poesia e la sua vita: più avanti negli anni, già nel 1970, Sinisgallli in Calcoli e fandonie riuscirà finalmente a metterla a fuoco: “I fisici si trovano di fronte a un bivio: mondo e antimondo. E i poeti devono scegliere tra poesia e non-poesia”.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
La natura entra placidamente nelle nostre capsule, nelle parole e nei simboli, nelle lettere e nelle cifre. Ci entrano anche i pensieri. Entrano le formule semplicissime che regolano il mondo. Le equazioni di Einstein sono brevi come le formula dell'acqua e del sale. Dio è laconico
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LEONARDO SINISGALLI, Furor mathematicus

3 commenti:

Vania ha detto...

...ripasso non riesco a concentrarmi...e poi devo capire laconico che significa.
ciaooo Vania

DR ha detto...

laconico, conciso: non ha bisogno che di poche parole. E così è anche la poesia

S A ® A ha detto...

Non ho parole. Bellissima.. questa voce tutta notte... bellissima

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