sabato 10 settembre 2011

L’amore a mano aperta

 

EDNA ST. VINCENT MILLAY

IO NON TI DO AMORE COME FANNO

Io non ti do il mio amore come fanno
le altre ragazze, in uno scrigno freddo
d’argento e perle, né ricco di gemme
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave;

né in un nodo, e nemmeno in un anello
lavorato alla moda, con la scritta
‘semper fidelis’, dove si nasconde
un’insidia che ottenebra il cervello.

L’Amore a mano aperta, questo solo,
senza diademi, chiaro, inoffensivo:
come se ti portassi in un cappello

primule smosse, o mele nella gonna,
e ti chiamassi al modo dei bambini:
- Guarda che cos’ho qui! – Tutto per te -

(da L’amore non è cieco, Crocetti, 1991 – Traduzione di Silvio Raffo)

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“Edna St. Vincent Millay ha scritto alcuni dei più bei sonetti del secolo” ha rilevato Richard Wilbur nella prefazione delle opere scelte della poetessa americana, prima donna a vincere il Premio Pulitzer nel 1922. È vero: sonetti d’amore come questo, che tra l’altro non si sa se riferito a un uomo o una donna, essendo lei apertamente bisessuale. Una poesia romantica e femminile quella di Edna St. Vincent Millay (1892-1950), apparsa nella meravigliosa età del jazz di Fitzgerald ed Hemingway, ma a lungo ignorata dopo la sua scomparsa a vantaggio del modernismo di Eliot, Auden e Pound. Una poesia capace di emozionare con quella sua schietta eleganza, ma anche di ragionare fuori dagli schemi. Scrive infatti Silvio Raffo nella prefazione alla raccolta che contiene questo sonetto: “Edna è una donna d'intelligenza troppo autonoma, spiritosa ed acuta per adattarsi a qualsivoglia rassicurante modello (culturale, poetico); e femminile di quella femminilità, nemmeno poi così rara che usa la ragione ancor più fruttuosamente di quanto non ascolti il cuore. Il suo segno peculiare resta sì l'anticonformismo, ma si tratta di un anticonformismo dell'intelligenza che non celebra mai nessun mito e rivendica come unico diritto quello di non lasciarsi imbrigliare da alcun luogo comune, tanto meno dall'illusione”.

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EDNA ST. VINCENT MILLAY AL VASSAR COLLEGE © ARNOLD GENTHE

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LA FRASE DEL GIORNO
Questo ho sempre saputo: Amore altro non è /  un vasto fiore assalito dal vento, / una grande marea che batte un lido incerto / freschi relitti seminando raccolti alle tempeste.
EDNA ST. VINCENT MILLAY

3 commenti:

Tra cenere e terra ha detto...

Richard Wilbur sa bene di cosa parla... Non avevo mai letto niente di lei. Lo farò.

Vania ha detto...

....niente da dire...la si legge con gran piacere.
....oltretutto è una poesia...secondo me...non riesco a trovare la "parola adatta"....ma che "persuade".
ciaoo vania

DR ha detto...

è l'amore vero che convince: il resto è orpello, carta dorata, confezione

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