lunedì 8 agosto 2011

Quelli che non amiamo


WISŁAWA SZYMBORSKA

RINGRAZIAMENTO

Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

«Non devo loro nulla» -
direbbe l'amore
su questa questione aperta.

(da Vista con granello di sabbia, 1996)

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Leggendo questi versi la prima volta, mi sono trovato a dissentire dalla poetessa polacca Wisława Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura 1996: questo suo elogio dell’indifferenza, della non compartecipazione affettiva non riusciva a convincermi: essere lieti di stare in disparte, di non avere nulla a che fare con gli altri e stare bene con loro proprio per questo. Ma, con il tempo, ho cominciato a pensare che la Szymborska, a suo modo, ha ragione: sono coloro che non amiamo, coloro che vediamo come sono, non accecati o fuorviati dalla passione, quelli su cui possiamo misurare il mondo. Sono “il prossimo tuo” evangelico, e l’amore che nutriamo verso di loro, seppure non ha la passione dell’altro amore, proprio per questo assume un tono più puro, perché privato delle altre  emozioni.

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FOTOGRAFIA © PHOTOS.COM

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LA FRASE DEL GIORNO
La conoscenza di un essere è un sentimento negativo e il sentimento positivo, la realtà, è l'angoscia di sentirsi sempre estranei a quel che si ama.
ANDRÉ MALRAUX, La condizione umana

1 commento:

Vania ha detto...

....questa poesia ...un "masso/macigno "..nella vita/strada di ogni individuo.
...saperlo riconoscere/scavalcare/scolpire è l'importante.....STRONG...ma IMPORTANTE.
ciao Vania

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