venerdì 8 luglio 2011

Una nicchia dentro l’ora


TOMMASO LANDOLFI

SOLO, AMORE MIO

Solo, amore mio, solo
Come neppure l'usignuolo.
Io questa solitudine fo pegno
Di segreta delizia
Ed essa eleggo a mio splendente regno.
Amare note canta la Pizia,
Ben so che andranno tutte vuote
Queste ultime speranze -
         Eppure, amore
Io mi scavo una nicchia dentro l'ora
Fuggevole e alterna,
E piango e soffro e tremo ancora.

(da Viola di morte, Adelphi, 2011)

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Di Tommaso Landolfi, scrittore nato a Pico Farnese nel 1908 e morto a Roma nel 1979, mi ha sempre colpito la stravaganza, l’impossibilità di incasellarlo in un movimento, la dissoluzione delle strutture logiche che ne fanno un pensatore assolutamente libero e imprevedibile. Landolfi coglie della quotidianità il lato più oscuro e misterioso, va in cerca dell’immagine arcana della ragione, indagando tra fantastico, onirico e mostruoso: un po’ come Kafka, Gogol e Buzzati, insegue il dubbio, l’ossessione, la paura, l’irrazionale. Questa sua poesia, inserita in Viola di morte, raccolta postuma del 1972 appena riedita da Adelphi (318 pagine, 22 €), è significativa con la sua solitudine e la sua consapevolezza della presenza del tempo: è la dichiarazione di una sofferenza, alla quale l’unico modo di sfuggire è la Poesia.

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Fotografia © Scenic Reflections

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LA FRASE DEL GIORNO
Vivere si può solo lasciandosi dietro minuto per minuto la vita.
TOMMASO LANDOLFI, Des mois

2 commenti:

Vania ha detto...

...molto toccante sia la poesia che la foto.

...secondo me la frase del giorno sarebbe proprio da ricordare nei momenti più "infelici"...per "riscattare" i minuti presenti.
ciao Vania

DR ha detto...

eh sì, si va avanti sempre, nonostante tutto...

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