mercoledì 18 maggio 2011

Come schiavi perduti

 

GIORGIO VIGOLO

GLI SCHIAVI

Come schiavi perduti
in crollate miniere,
i ricordi del cuore
scavano incontro alle speranze prime
che la vita lasciò dietro ai suoi mali;
disperati richiami
battono al buio e ascoltano se alcuno
risponda di lontano.

Talora un tocco lievissimo s' ode
come vibrato da un martello d' oro
e la montagna giubila a quel suono
alleggerita e pura;
ma subito il silenzio si rimura
sui paurosi giorni
orfani d' ogni voce.
le mie speranze sono ormai cadute
dall' altra parte della vita...

(da Linea della vita, Mondadori, 1949)

.

I ricordi sono le ombre del passato: Giorgio Vigolo li immagina come schiavi al lavoro nelle miniere – magari gli stessi che “seminudi e bruni /sotto il peso d’enormi / catene piangono” attendendo la sentenza in un’altra poesia della raccolta, I giudici. Schiavi che si battono disperatamente per riportare alla luce l’oro delle speranze, le pietre preziose del tempo perduto, le gemme delle illusioni di gioventù. Schiavi che scavano in un luogo così simile all’Inferno, all’Ade degli antichi, in oscure caverne, in remote carceri sotterranee – le prigioni sono un’icona costante nella poetica di Vigolo e ben simboleggiano la sua visione della vita, così lontana dalla “limpida meraviglia” di Ungaretti o dall’accorata fede di Luzi: “Sulle mura d’incubo / dove hai passato il giorno della vita, / dove hai graffito come un carcerato, / lì è scritta la tua vera poesia / che hai dimenticato, / che non sapresti più decifrare”.

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Nicolas Toussaint Charlet, “Interno di una capanna di minatori”

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LA FRASE DEL GIORNO   
Quando non è una lanterna magica, la memoria è un film dell’orrore. 
GESUALDO BUFALINO, Il malpensante

1 commento:

Vania ha detto...

...tragica...ma bella....anzi tragicamente bella.
ciao Vania

...la frase del giorno ...può essere la frase di ogni giorno.

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