giovedì 7 aprile 2011

Piogge d’aprile

 

SERGIO SOLMI

PIOGGE D’APRILE

A queste interminabili piogge
d'aprile, si feltrano i passi,
si sfaldano le voci, si disfà
il mondo
in una nube di suoni assorditi.
L'acqua del cielo lava le muraglie
e i sonnolenti pensieri,
come le piante, le pene antiche
schiude, ma senza bruciore.
Il corpo tracolla
adagio nel grembo del tempo
che senza illuse promesse ci guida
e i desideri nutrisce
anonimi e diffusi come foglie.
Così, senza sapere,
nell'impercettibile mutamento
a un tratto, ci distacchiamo.
Fusi in creta molle
attendiamo l'onda volubile
che ci riplasmi.
La natura riscatta i nostri errori,
mali d'un frutto suo,
ci rende alle sue rive inermi e ignudi.
E anch'io alla tua insidia gentile
ai tuoi incantevoli pianti e sospiri
m'affido,
a te che improvviso all'anima
nel nimbo piovoso mi rechi
il tuo perdono,
bella stagione.

(da Fine di stagione, 1933)

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Sergio Solmi (1899-1981) è un poeta che mi piace particolarmente: di lui ho già proposto Arte poetica, Bagni popolari, Entro la densa lente dell’estate, Prato, Preghiera alla vita e Se pur fatiche e sogni. Perché mi piace tanto? - mi sono chiesto. Forse per l’inquietudine della sua ricerca, forse per il suo modo di interrogare il reale, di attendere che la risposta si manifesti da sé, forse per il suo tradizionalismo: “Sospirata parola, che alla fine / mi sei giunta, m'hai colto / in un momento di disattenzione, / e ti vuoi improvvisa, non cercata, / sfuggi al gesto raro, alla misura / esorbitante” (Arte poetica). Insomma, il modo in cui io intendo la poesia.

E così è per queste piogge d’aprile che rendono fertile la terra innamorata di primavera, che porteranno poi i frutti da maggio a settembre – da noi si dice che “ad aprile fiorisce anche il manico del badile”: Solmi vede anche il mondo formarsi, vede le nostre stesse vite plasmarsi come se fossero creta – l’argilla da cui nella Genesi viene tratto il primo uomo. Nelle piogge d’aprile ci purifichiamo, dal loro lavacro riemergiamo nuovi.

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Fotografia © 1X.com

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LA FRASE DEL GIORNO
 
Bellezza un poco cruda, non mia forse / e troppo mia, / come una spada lampeggiante un giorno / mi feristi nel sonno adolescente, dentro t’ebbi a non farmi più dormire.
SERGIO SOLMI, Quaderno di Mario Rossetti

2 commenti:

Vania ha detto...

...tutto molto vero e suggestivo.
ciao Vania

DR ha detto...

eh, ma oggi altro che piogge... 28 gradi, pare giugno

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