domenica 24 aprile 2011

Pasqua 2011

 

MARIO LUZI

PASQUA, ORA, NUOVAMENTE

Pasqua, ora, nuovamente,
festosa pigolante
negli alberi del mondo,
                         fredda,
                    ruvido-erbata

qui, ma erompe
in chiarità,
             tempra in azzurro
ed ametista
           la lontananza delle sue colline.
Non è fuga quella
laggiù all'orizzonte
e neppure inseguimento. S'apre
a sé risorta
            la terra dopo il gelo
e dopo il travaglio,
si corre incontro, da sé
a sé, si estende in un abbraccio
avido alla sua infinità
o corre in quelle linee
                        l'onda
leggera e travolgente
della resurrezione, si propaga,
trabocca la sua vinta angoscia,
e la riconsacrata sua potenza?

(da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, 1994)

 

La poetica della parola su cui Mario Luzi ha lavorato sin dalle sue prime raccolte, raggiunge l’apice con i testi della vecchiaia, dove il verso fonde poesia e prosa in un territorio metafisico: così è in questa lirica che propongo per la meditazione pasquale, dove la resurrezione è anche quella della terra, della natura ridestatasi dal lungo letargo invernale – espiazione purgatoriale, se consideriamo il lato religioso. La meraviglia del poeta, che si rinnova ogni anno con la primavera, è quella di Pietro che corre al sepolcro, lo trova vuoto e torna indietro, “pieno di stupore per l’accaduto” (Luca, 24,12).

Buona Pasqua!

.

Piero della Francesca, “Resurrezione”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
 
L’offesa del mondo è stata immane. / Infinitamente più grande è stato il tuo amore. / Noi con amore ti chiediamo amore. Amen.
MARIO LUZI, La Passione. Via Crucis al Colosseo

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