venerdì 8 aprile 2011

Centenario di Cioran

 

Ricorre oggi il centenario di una grande figura del Novecento, il filosofo, saggista e scrittore Emil Cioran, romeno di nascita, avendo visto la luce l’8 aprile 1911 a Răşinari, in Transilvania, ma cittadino del mondo: visse infatti a Berlino, Dresda e Monaco durante la dittatura di Hitler e in Francia dal 1937 alla morte, avvenuta nel 1995. Di lingua rumena, conosceva anche l’ungherese parlato dai genitori, e dal 1947 scrisse esclusivamente in francese. Figlio di un prete ortodosso Cioran era però agnostico, figlio di tante culture ma apolide, spregiatore degli idealismi ma affascinato durante la gioventù dalla vitalità nazista, caustico ma emotivo, interessato alla scrittura per se stesso ma con l’opera diffusa in tutto il mondo… Probabilmente l’assioma che meglio lo contraddistingue si trova nel Funesto demiurgo, del 1969: «Soffrire è produrre conoscenza».

Il Canto delle Sirene non è luogo di pura filosofia, sebbene en passant talora affiori in maniera strumentale qua e là, ma di poesia, di arte, di aforismi. Affido, come di consueto, il ricordo di Cioran alle sue frasi.

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da AL CULMINE DELLA DISPERAZIONE (1934)

Vorrei perdere la ragione a un unico patto: essere sicuro di diventare un pazzo allegro, brioso ed eternamente di buon umore, senza problemi né ossessioni, che ride senza motivo dalla mattina alla sera.

Chi sono dunque i più infelici: coloro che sentono la solitudine in se stessi o coloro che la sentono all'esterno? Impossibile rispondere. E poi, perché dovrei darmi la pena di stabilire una gerarchia della solitudine? Essere solo non è già abbastanza?

Una lacrima ha radici più profonde di un sorriso.

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da SOMMARIO DI DECOMPOSIZIONE (1949)

L'amore – un incontro di due salive... Tutti i sentimenti attingono il loro assoluto dalla miseria delle ghiandole.

Non cominciamo a vivere realmente se non una volta giunti in fondo alla filosofia, sulla sua rovina, quando abbiamo capito sia la sua terribile insignificanza sia l'inutilità del farvi ricorso, in quanto non è di alcun aiuto.

Possiamo vivere come vivono gli altri e tuttavia nascondere un no più grande del mondo: è l'infinito della malinconia…

Non si può eludere l'esistenza con le spiegazioni, si può solo subirla, amarla o detestarla, adorarla o temerla, in quell'alternanza di felicità e di orrore che esprime il ritmo stesso dell'essere, le sue oscillazioni e le sue dissonanze, le sue veemenze amare o allegre.

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da SILLOGISMI DELL’AMAREZZA (1952)

Ogni occidentale tormentato fa pensare ad un eroe dostoevskiano con un conto in banca.

All'interno di ogni desiderio lottano un monaco e un macellaio.

Vivo attraverso i giorni come una puttana in un mondo senza marciapiedi.

Perché frequentare Platone, quando un sassofono può farci intravedere altrettanto bene un altro mondo?

Se Noè avesse avuto il dono di leggere il futuro, non c'è alcun dubbio che si sarebbe fatto colare a picco.

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da IL FUNESTO DEMIURGO (1969)

Il ruolo dell'insonnia nella storia: da Caligola a Hitler. L'impossibilità di dormire è causa o conseguenza della crudeltà? Il tiranno vigila – è ciò che propriamente lo definisce.

La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.

L'uomo non fu creato per rimanere inchiodato a una sedia. Ma forse non meritava di meglio.

Siamo stati felici soltanto nelle epoche in cui, avidi di annientamento, con entusiasmo accettavamo il nostro niente.

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da QUADERNI 1957-1972 (1997)

Tutto quello che ho di buono viene dalla mia pigrizia; senza di essa chi mi avrebbe impedito di attuare i miei cattivi progetti?

Ho conosciuto fino alla nausea il dramma religioso del miscredente. La nullità del qui e l'inesistenza dell'altrove… schiacciato da due certezze.

Ogni verità è un fardello. Una verità nuova, un fardello in più.

Il megalomane è uno che dice ad alta voce ciò che ognuno pensa di sé nel suo intimo.

La religione è un'arte di consolare. Quando il prete dice, a voi afflitti, che Dio si interessa al vostro sconforto, offre una consolazione che, in fatto di efficacia, non potrà mai trovare equivalenti in dottrine secolari.

L'altro: uno che mi impedisce di essere io. Quando si è soli, si è illimitati, si è come Dio. Appena c'è qualcuno, si cozza contro un limite, e presto non si è più niente, si è solo qualcosa.

Dio, il grande Estraneo.

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Emil Cioran in un disegno di Ironie

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LA FRASE DEL GIORNO
L'origine dei nostri atti sta nella propensione inconscia a ritenerci il centro, la ragione e l'esito del tempo. I nostri riflessi e il nostro orgoglio trasformano in pianeta la briciola di carne e di coscienza che noi siamo. Se avessimo il giusto senso della nostra posizione nel mondo, se confrontare fosse inseparabile dal vivere, la rivelazione della nostra infima presenza ci schiaccerebbe. Ma vivere significa ingannarsi sulle proprie dimensioni…
EMIL CIORAN, Sommario di decomposizione

2 commenti:

Vania ha detto...

...interessante/difficile ....da rileggermelo con calma.
ciao Vania

Tra cenere e terra ha detto...

La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.... lo trovo "luminoso"

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