mercoledì 9 febbraio 2011

Nella neve

 

ANTONIA POZZI

NEVAI

Io fui nel giorno alto che vive
oltre gli abeti,
io camminai su campi e monti
di luce –
Traversai laghi morti – ed un segreto
canto mi sussurravano le onde
prigioniere –
passai su bianche rive, chiamando
a nome le genziane
sopite –
Io sognai nella neve di un'immensa
città di fiori
sepolta –
io fui sui monti
come un irto fiore –
e guardavo le rocce,
gli alti scogli
per i mari del vento –
e cantavo fra me di una remota
estate, che coi suoi amari
rododendri
m'avvampava nel sangue -

(da Parole, 1937)

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Una camminata in montagna d’inverno, tra la neve che seppellisce ogni cosa: Antonia Pozzi, che ben conosceva il paesaggio montano nei giorni estivi, immagina l’Atlantide di fiori sommersa dalla coltre nevosa, le genziane, le stelle alpine addormentate nel letargo, prigioniere dell’incantesimo del ghiaccio. E l’unico fiore visibile diventa lei, ritta nel bianco che abbaglia gli occhi, intenta a spaziare lontano con lo sguardo: le cime, le rocce sembrano scogli nel cielo azzurro spazzato dal vento. Quel mare immaginato è un ricordo amaro che rimane dentro, è la poesia di una lontana estate che torna a cantare la sua malinconia.

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Fotografia © Wallpaper Pimper

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LA FRASE DEL GIORNO 
Si cammina lungo il torrente: / c'è un gran canto che assorda / la malinconia. 
ANTONIA POZZI, Parole

2 commenti:

Vania ha detto...

...mi piace perchè ripete sempre IO.
ciaooo Vania

DR ha detto...

Una consapevolezza della propria presenza nel mondo. Peccato che Antonia Pozzi finì male, si avvelenò a 26 anni.

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