mercoledì 23 febbraio 2011

Lungo il Vólchov


ANNA ACHMATOVA

TRANSLUCIDO VETRO DI CIELI DESERTI


Translucido vetro di cieli deserti,
mole bianca della grande prigione,
solenne canto di una processione
lungo il Vólchov, luminoso di azzurro.

Il vento di settembre defolia una betulla,
ulula e turbina fra i rami,
e la città ricorda il suo destino:
qui regnò Marfa, qui regnò Arakčéev.


Novgorod, 1914

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Anna Achmatova sapeva scolpire i versi: li riduceva all’osso, li collocava nella loro essenziale nudità in quartine pienamente compiute che tutto dicono nella loro brevità. Così, in questa poesia dedicata alla antica città di Novgorod, dai pochi dettagli riusciamo a ricostruire un mondo, a immaginarci gli edifici, la grande chiesa russo-bizantina di Santa Sofia, il locale Cremlino, la prigione. E leggiamo i profili umani, la processione che scorre lungo il fiume, i paramenti, i gesti, le croci. Siamo lì, nella Novgorod del 1914, noi stessi osservatori, sentiamo il vento passarci addosso, vediamo le betulle dal bianco tronco spogliate dall’autunno.

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Santa Sofia a Novgorod – Fotografia © Flydime/Flickr

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LA FRASE DEL GIORNO 
E qui la mia Musa dolorosa / mi conduceva, come una cieca. 
ANNA ACHMATOVA

1 commento:

Vania ha detto...

...non c'è dubbio ...ogni Paese ha "comunque" il suo Fascino.
Ciao Vania

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