giovedì 24 febbraio 2011

Che nome devo darti?

 

SANDOR PETÖFI

CHE NOME DEVO DARTI

Che nome devo darti, quando
fra la penombra del nostro vagheggiare
meravigliato contemplo
la stella vespertina dei tuoi occhi
come la prima volta la vedessi...
Che nome devo darti quando
s'effonde la tua voce:
la tua voce che a udirla
i dispogliati alberi d'inverno
gemman di foglie verdi già credendo
venuta primavera
la tanto attesa loro redentrice
poiché canta l'usignolo.
Che nome devo darti,
madre della mia gioia,
figlia fatata d'una mia visione
lanciata al cielo,
radiosa realtà che rendi
umili le più folli mie speranze,
unico mio bene,
più d'un mondo a me cara, a me preziosa,
bella, giovane, dolce mia sposa...

(da La letteratura ungherese, Sansoni/Accademia - Traduzione di F. Tempesti)

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Quello che la donna amata rappresenta per il poeta è inesprimibile: questo prova a dire con le parole Sandor Petöfi, la voce più importante della letteratura ungherese dell’Ottocento, patriota che diede la sua vita per la libertà, cadendo a soli ventisei anni il 31 luglio 1849 nella battaglia di Segesvár contro gli invasori russi.

Versi semplici e immediati, senza artificiosità, che portano nella poesia i toni e i temi delle canzoni popolari, che rivelano l’anima campestre delle popolazioni magiare. Una lirica amorosa che si esprime in grande armonia: non c’è nome che si possa dare alla donna amata, dice Petöfi, se lei con il suo semplice sguardo è in grado di ricreare l’universo, se solo parlando suscita l’immagine della primavera…

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image

Fotografia © 100 Portraits

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LA FRASE DEL GIORNO 
Donna, mistero senza fine bello.
GUIDO GOZZANO, I colloqui

1 commento:

Vania ha detto...

...e visto che sono una donna...mi "prendo" un po' la frase del giorno.:)))


...davvero ...immediata e sentita la poesia.
ciao Vania

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