giovedì 13 gennaio 2011

Museo del ‘900

 

Chi a Milano passava per Piazza del Duomo nel corso degli ultimi tre-quattro anni poteva vedere il lato sinistro del Palazzo dell’Arengario chiuso da un cantiere. Tavole di legno impedivano l’accesso a quello che fino a quel momento era stato l’ufficio dell’Azienda di Promozione Turistica del Comune. Sulle assi era preannunciata l’apertura del Museo del ‘900 ed era possibile ottenere dei gadgets elettronici utilizzando un collegamento Bluetooth.

Ora il Museo del ‘900 è finalmente aperto: è stato inaugurato il 6 dicembre 2010 nei quattro piani dell’edificio, originario degli Anni Trenta ed esempio di arte razionalista. Praticamente si esce dalla fermata Duomo della metropolitana e si entra nell’esposizione, che conta ben 400 opere. Ad accogliere i visitatori sulla rampa elicoidale nera c’è l’enorme Quarto stato di Pelizza da Volpedo, celeberrima tela del 1902, quasi a sancire la fine di un’epoca e l’ingresso in un’altra. E infatti ci si imbatte subito dopo nelle avanguardie: Braque, Picasso, Klee, Matisse, Kandinskij, Modigliani. Ecco subito dopo i futuristi: Balla, Boccioni, Carrà, Depero, Funi, Soffici.

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Ardengo Soffici, “Natura morta”

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È un’orgia di dinamismo e sperimentalismo, un’evoluzione distintamente percepibile: ci si precipita a leggere sulle didascalie il materiale usato, come per i collage di Soffici. Si guardano quei libri di Marinetti, consapevoli di trovarsi di fronte a un pezzo di storia della letteratura. Si rimane ad osservare Forme uniche della continuità nello spazio, la scultura di Boccioni, e viene la tentazione di togliere di tasca una moneta da 20 centesimi per confrontarla.

Umberto Boccioni,Forme uniche della continuità nello spazio”

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Umberto Boccioni, “Sviluppo di una bottiglia nello spazio”

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Si sale di un piano e si trovano gli Anni ‘20, ‘30 e ‘40:  le fabbriche di Sironi, le donne di Casorati, le figure metafisiche di De Chirico, le bottiglie di Morandi, le impressionanti sculture di Martini, l’astrattismo, l’arte monumentale, le sculture di Melotti, il postimpressionismo.  Il terzo piano ci porta alle opere polimateriche di Alberto Burri e nella Milano a cavallo tra gli Anni ‘50 e i ‘60: le invenzioni di Piero Manzoni, dalla Merda d’artista all’Uovo con impronta, l’arte informale di Vedova, Capogrossi, Novelli, Accardi e Tancredi. E ancora la pop-art italiana con Adami, Baj, Schifano, Rotella, Boetti, Pistoletto, Calzolari, Kounellis. La torre dell’Arengario ospita i famosi “tagli” di Lucio Fontana e una sua enorme installazione del 1970 con luci al neon, ricreata per il Museo in accordo con la Fondazione Fontana. Da lassù si gode anche una visuale insolita di Piazza del Duomo.

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Fausto Melotti, “Scultura n. 16”

L’installazione di Lucio Fontana

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MUSEO DEL '900
Palazzo dell'Arengario
Piazza Duomo (MM Duomo)
Milano

ORARI DI APERTURA:
LUN.  14.30 - 19.30
MAR. MER. VEN. e DOM.  9.30 - 19.30
GIO. e SAB.  9.30 - 22.30

Dal 7 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011 l’ingresso è gratuito grazie alla sponsorizzazione di Bank of America Merrill Lynch.

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LA FRASE DEL GIORNO
L'arte non riproduce il visibile; piuttosto, crea il visibile.
PAUL KLEE

3 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Aspettatemi! Prima o poi arrivo.

Vania ha detto...

...mi piace molto la frase del giorno.

...grazie per il post...credo che non la vedrò mai...ma nella vita non si sà mai.:)
ciaoo Vania

DR ha detto...

mai dire mai... E poi a Milano ci sono tante cose da vedere

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