lunedì 6 dicembre 2010

Vagare nella nebbia


HERMANN HESSE

NELLA NEBBIA


Strano, vagare nella nebbia!
È solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.


(da “Poesie”, 1953 – Trad. di Mario Specchio)

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La nebbia affascina o atterrisce, viene salutata da taluni come un velo che viene a nascondere le brutture del mondo e a isolare, da altri viene invece maledetta come un asfissiante muro che opprime. Hermann Hesse trasporta la nebbia dal campo naturale a quello interiore, è la sua vita ora ad essere avvolta nella nebbia, è la sua anima: tuttavia lo scrittore tedesco lo fa con la delicatezza che è l’aspetto caratteristico delle sue poesie, non eccelse rispetto al resto della sua produzione letteraria. Così anche le dissonanze vengono smorzate, affievolite, come viste attraverso un muro di nebbia: resta soltanto la solitudine e “tutto è inganno e illusione, la verità è inesprimibile”, come Hesse dirà nel 1961 in “Giovane novizio in un convento zen”.

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LA FRASE DEL GIORNO
Solo a me, il solitario, / splendono della notte le infinite stelle, / mormora la fonte di pietra il suo canto malioso, / solo a me, il solitario, / traggono le ombre colorate / di nuvole vaganti sogni fin sopra i campi. 
HERMANN HESSE, Poesie

3 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Alquanto pessimista, ma lo é degli animi sensibili! Del resto, coglie brandelli di verità comune, che solo un vero artista rende con efficacia espressiva.

Vania ha detto...

...bè...qui il clima è diverso.

...non sono d'accordo che "nessun essere conosce l'altro" ...l'intimo "buono" c'è in ogni persona...per quanto "cattiva" sia...lo si è sempre tutti dalla nascita buoni.
ciaooo Vania

DR ha detto...

Come coglie bene Adriano, c'è pessimismo in questi versi di Hesse: la nebbia è naturalmente un simbolo. Anch'io preferisco i giorni pieni di sole in cui ci si vede e ci si incontra, ma talvolta sento il bisogno di isolarmi dalla gente, di stare in solitudine.

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