CHARLES SIMIC
MOLTI ZERO
Senza voce l'insegnante si alza davanti a una classe
di pallidi bambini dalle labbra serrate.
La lavagna alle sue spalle tanto nera quanto il cielo
che dista anni luce dalla terra.
È il silenzio che l'insegnante ama,
il gusto dell'infinito che trattiene.
Le stelle come le impronte di denti sulle matite dei bambini.
Ascoltatelo, dice felice.
(traduzione di Andrea Molesini)
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Che cos’è l’insegnamento? Riempire zucche vuote di dati, numeri, nozioni e cognizioni? Plasmare forme grezze in modo che possano ragionare con la propria testa? Charles Simic, poeta americano di origine serba, dipinge in questa sua lirica breve una figura che probabilmente tutti avremmo voluto come maestro: l’insegnante capace di andare oltre il libro di testo, di esprimere l’intima relazione tra le cose, quella che non è segnata in nessun paragrafo, in nessuna nota a margine. È la vita che questo maestro insegna, è l’imparare a riconoscere l’infinito.
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Fotografia © Duke University Libraries
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LA FRASE DEL GIORNO
Se insegni, insegna nello stesso tempo a dubitare di ciò che insegni.
JOSÈ ORTEGA Y GASSET
3 commenti:
...come insegna questa poesia.
ciao Vania
bellissima, non la conoscevo. Grazie!!
Ho messo il tutto su Twitter. Quello che conta l'hai scritto tu!
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