venerdì 22 ottobre 2010

Un piccolo diadema

 

ALESSANDRO PARRONCHI

DIADEMA

Queste poche parole
che mi restano, ultimi detriti
di un tempio, o di una casa, ormai distrutti,
e come i vetri di un caleidoscopio
ricompongo, disordino, tramuto
in immagini nuove,
potessi farne un piccolo diadema
umile ma gradito!

Lo innalzerei, Maria, alla tua fronte
se al tuo viso potessi avvicinarmi,
se non fosse il tuo viso alto nel cielo…

E il cielo, in uno dei giorni più bui
dell’anno, come questo in cui tra nembi
piovosi tutti i sogni si distruggono,
si slargasse in un altro cielo azzurro!

Il cielo della nostra fede, e il cielo
della gioventù nostra, alto sugli alberi,
di cui pure fu detto che sarà
rovesciato come un vecchio vestito.

(Da “Climax”, 1990)

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“Da ultimo ho sentito che certe strade percorse in anni lontani, evocatrici di attimi mai completamente felici ma tuttavia diventate sacre per quel potere di evocazione, andavano ripercorse e rivissute, pur nello sfacelo in cui si trovano oggi. Mi sono accorto con grande sgomento che l’orizzonte per me non è più un punto di partenza ma di arrivo, che la poesia ha ristretto il suo significato cercando se possibile di spingere più a fondo il suo potere di richiamo a quel che era la vita nei momenti di divenire”: questo scriveva Alessandro Parronchi nella prefazione a “Diadema”, la sua antologia personale edita da Mondadori con poesie dal 1934 al 1997. E la poesia che dà il titolo alla raccolta è appunto l’esplicazione di questa sua tarda poetica, un’esaltazione della memoria come ultima salvezza, come ultima fuga dal tempo che inghiotte ogni cosa con il suo deprecato progresso, una negazione dei versi del Parronchi quarantenne di “Città”: “Vive solo chi di tutto si dimentica”. Tutto ciò che rimane della sua poesia, entrato ormai nella vecchiaia, sono solo “detriti”, vetri frantumati da ricomporre per elevarli al ricordo di un amore, se ancora splendono.

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Immagine © Christie’s

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LA FRASE DEL GIORNO
Guardando noi rimasti all’altra riva, / lontani, da una riva non più verde / risuscita la gioia rediviva / di una vita passata di cui nulla si perde.
ALESSANDRO PARRONCHI, Diadema. Antologia personale 1934-1997

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