giovedì 5 agosto 2010

Un appuntamento alla stazione

JORGE BOCCANERA

DIALOGO IN UNA STAZIONE FERROVIARIA

Scrivere è, in un certo senso, andare a un appuntamento.
- Con chi? In che luogo? A che ora?
- La stessa aspettativa, il sudore delle mani, la mente in
bianco, e così la pagina.
- Però lui, scrive?
- ... e compose il numero e confermò l'appuntamento e
ascoltò quella voce come ricamata su tutto il corpo.
- Però quale? Però chi?
- Ci sono foto di riviste, chiacchiere.
- Quando? Dove?
- Lui entra in bagno, si pettina, si spettina, s'improfuma
e già ha deciso: andrà a prendersi un caffé.
- È presto, vero?
- L'orologio è un invalido che racconta storie crudeli.
- Avanti, avanti. Perché?
- Lei attraversa la porta, indiavolata, imbiancata e
avanza indaffarata, infine, tutta truccata.
- Per favore, continui!
- Non ci sono parole, è unica.
- E lui?
- È già in piedi e le tende una mano.
- E lei?
- Passa veloce, dice: "non lo conosco".

(da “Sordomuta”, Lietocolle, 2008)

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Jorge Boccanera, poeta argentino nato da immigrati italiani a Bahia Blanca nel 1952, esule dopo il colpo di stato militare del 1976, ora vive tra Buenos Aires, dove insegna Poesia Latinoamericana, e la Costarica.

“Questa è una poesia dalla potenza teatrale, che viene avanti al lettore come un boxer, che fa a pezzi i modi anodini delle evanescenze fatue, mentre commuove il lettore con la sua travolgente passione narrativa” dice dei suoi versi un altro poeta, Valentino Zeichen. “Questa scrittura originale ci sorprende quando rappresenta la poesia sulla pagina come sul palcoscenico, inscenando un meraviglioso teatro barocco, e con la sola magia linguistica evocatrice realizza il capolavoro”.

Eccolo allora questo dialogo che si apre con un verso memorabilmente aforistico e con ritmo incisivo – per l’appunto “teatrale” – e ci guida in un colloquio surreale dove i tempi verbali si succedono in modo disordinato. Cogliamo frammenti di realtà, sogni, illusioni, senza sapere esattamente dove il racconto ci sta portando. Ricordiamo solo che “scrivere è in un certo senso andare a un appuntamento” e quando arriviamo al punto, ci siamo andati davvero…

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Alfred Eisenstaedt, “Couple in Penn Station”

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LA FRASE DEL GIORNO
Bisogna dar fuoco alla poesia / e cantare dopo / con le ceneri utili.
JORGE BOCCANERA, Sordomuta

3 commenti:

claudia ha detto...

Meravigliosa. Confesso che se avessi potuto, l'avrei pettinato volentieri (preferisco il lieto fine, almeno a teatro). Grazie, c.

Vania e Paolo ha detto...

..è proprio originale.:)
ciao Vania

DR ha detto...

in effetti, il finale lascia un po' d'amaro, ma l'arte è lo specchio della vita...

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