venerdì 27 agosto 2010

Di mezzo c’è lo Stretto

BARTOLO CATTAFI

CREPUSCOLO

Ci si vede a distanza
- di mezzo c'è lo Stretto -
da un pezzetto all'altro
di Bel Paese:
blatte di sera diventano lucciole
le fiat dai fari accesi.

(da “L’aria secca del fuoco”, Mondadori, 1972)

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Come abbiamo già visto per “Arancia”, Bartolo Cattafi dopo un lungo periodo di silenzio riversa in poesie quasi epigrammatiche le sue metafore che cercano di stabilire un rapporto tra la realtà esistenziale e la realtà formale. Tra concretezza e fantasia è anche questa poesia, che nella raccolta segue subito “Arancia”.

Messina, dall’altra parte Reggio Calabria. In mezzo lo Stretto, il mare che un ponte discusso scavalcherà dal 2017. Ma qui siamo ancora nel 1972, in Sicilia. Scende la sera, le ultime luci illuminano lo splendido mare. Di là, sulle strade calabresi, viaggiano rare automobili: quelle Fiat 500, quelle Fiat 124 che di giorno, da lontano, sembrano piccoli scarafaggi. La magia della sera, agli occhi meravigliati del poeta, le trasforma in lucciole…

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..Fotografia © Rete Comuni Italiani

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LA FRASE DEL GIORNO
Per un istante, fermatevi alle cose essenziali: la vasta freschezza dell'aria aprica, l'alito del pino, della felce e del cedro, la smagliante distesa azzurra del mare lontano, la serpe sul sasso ancor tiepido nel crepuscolo. Quanti milioni d'anni essa ha impiegati per riprodurre nelle sue squame quel ricamo di lichene? Che importa il tempo alla serpe?

CHRISTOPHER MORLEY, Il cavallo di Troia

2 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

...modificare consapevolmente la realtà per coglierne la "meraviglia".

...mi piace questo Cattafi.:)
ciao Vania

DR ha detto...

È uno dei poeti cosiddetti (a torto) "minori" che mi piace andare a cercare. Purtroppo i loro testi si trovano ormai quasi solo nei remainders... per fortuna che c'è Internet

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