giovedì 22 luglio 2010

Le parole sparse per il mondo

PATRIZIA CAVALLIimage

NON HO SEME DA SPARGERE PER IL MONDO

Non ho seme da spargere per il mondo
non posso inondare i pisciatoi né
i materassi. Il mio avaro seme di donna
è troppo poco per offendere. Cosa posso
lasciare nelle strade nelle case
nei ventri infecondati? Le parole
quelle moltissime
ma già non mi assomigliano più
hanno dimenticato la furia
e la maledizione, sono diventate signorine
un po' malfamate forse
ma sempre signorine.

(da “Le mie poesie non cambieranno il mondo”, Einaudi, 1974)

.

Dolorosa percezione del mondo e del reale questa della poetessa italiana Patrizia Cavalli (Todi, 1949). La realtà non è modificabile, come dice il titolo della raccolta, pubblicata quando aveva 27 anni. E l’unico mezzo di decifrare la vita è questo diario poetico che non ha certezze ma che almeno diventa per qualche tempo rabbiosa ribellione contro l’ingiustizia dell’esistenza.

Appurato che il mondo è quello che è, con linguaggio crudo e colloquiale, lontano dalle vette poetiche, Patrizia Cavalli ne racconta le pulsioni, il degrado, la sgradevolezza. La poesia diventa allora testimone di questo mal de vivre.

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 image

Felice Casorati, “Le signorine”

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LA FRASE DEL GIORNO
Non d'amor di me / si tratta, ma orrore degli altri / dove io mi riconosco.

PATRIZIA CAVALLI, Le mie poesie non cambieranno il mondo

2 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

...ma sai...che questo quadro l'ho visto questo novembre scorso...a Venezia a Ca' Pesaro...e mi sono soffermata parecchio a guardarlo.
...ora non ricordo il significato...ma cercherò.

Speriamo che qualche nostra parola resti...e non venga dimenticata.
ciao Vania

DR ha detto...

verba volant...

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