sabato 31 luglio 2010

La solitudine di Carrera Andrade

JORGE CARRERA ANDRADE

IL GABBIANO E LA SOLITUDINE

Quaderno bianco del mare,
il gabbiano o un messaggio
si spiega nel volo
in due fogli di viaggio.

La sua sorella marittima,
la solitudine, lo guarda
e, in una speranza vana,
sulla costa sospira.

Insetti e piante
si impigliano al suolo:
iniziali ritorte
di una nostalgia sotterranea.

Qui, nel mezzo, vivo
con gli uccelli marini,
prigioniero di me stesso,
compagno delle rovine,

e guardando e sentendo
solo la pioggia armata
batto la solitudine
con la sua spada liquida.

(da “Obra poetica completa”, 1972)

.

Di Jorge Carrera Andrade, poeta e diplomatico ecuadoriano (1902-1978), lo scrittore americano William Carlos Williams aveva rilevato: “Non ricordo un’altra occasione in cui abbia trovato un posto così limpido e libero dal tormento dello spirito che è diventato il nostro pane quotidiano. Le immagini di Jorge Carrera Andrade sono così straordinariamente chiare, così connesse al primitivo che immagino di essere… prendendo parte a una visione già perduta del mondo. È un posto malinconico e maestoso”.

Eccolo allora questo posto, il buen ritiro di Carrera Andrade a ridosso del mare ma ancorato alla terra, dove gli spettacoli della natura offrono al poeta, immerso nella magia di questa atmosfera, la possibilità di cogliere gli aspetti dell’universo, di investigare il cosmo e tutte le sue regole. Prigioniero di se stesso, ma contraddittoriamente libero…

.

Fotografia © Luke Tuddenham

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LA FRASE DEL GIORNO
La solitudine è indipendenza.

HERMANN HESSE, Il lupo nella steppa

2 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

...cosa sarà...questa libertà ricercata da quasi tutti.

...molto bello questo scritto...ancorato al cielo e alla terra.

ciao Vania

DR ha detto...

La libertà o è in noi o non la troveremo mai...

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