venerdì 16 luglio 2010

Éluard e gli occhi dell’amata

PAUL ÉLUARD

NESSUNO MI PUÒ CONOSCERE


Nessuno mi può conoscere
Come tu mi conosci

I tuoi occhi dove dormiamo
Tutti e due
Hanno dato ai miei fanali umani
Una sorte migliore che alle notti del mondo

I tuoi occhi dove viaggio
Hanno offerto ai gesti delle strade
Un senso tolto alla terra

Nei tuoi occhi che ci svelano
La nostra infinita solitudine
Niente è più ciò che credevamo

Chi ti può conoscere
Meglio di me.


(da “I surrealisti francesi”, Nuovi Equilibri, 2004)

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La poesia surrealista intendeva percorrere il mondo dell'inconscio con la tecnica degli accostamenti analogici casuali propugnata da André Breton. Questi versi di Paul Éluard propongono una visione allocentrica, un uscire dal proprio io per conoscere il mondo e la realtà attraverso gli occhi dell’amata.
Fuori dall’analogia, è il lampo di vita che scorgiamo negli occhi dell’amata (o dell’amato) che ci cattura e ci fa vedere il mondo con occhi diversi, lo sguardo dell’amore…

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Fotografia © Getty Images

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LA FRASE DEL GIORNO
È certo che un uomo lo si comprende assai meglio dagli occhi che non dalle parole...
ROBERT MUSIL, Il giovane Törless

1 commento:

Vania e Paolo ha detto...

È certo che un uomo lo si comprende assai meglio dagli occhi che non dalle parole...

...credo di si...ma credo anche che ..le parole servano...o almeno i "fatti".

...molto bella la poesia.

ciao Vania

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