venerdì 28 maggio 2010

La rivoluzione della notte

JORGE CARRERA ANDRADE

EDIZIONE DELLA SERA

La sera lancia la sua prima edizione di rondini
annunciando la nuova politica del tempo,
la pochezza delle punte di luce,
le navi che galleggiano nel cantiere del cielo,
il magazzino di ombre del ponente,
i tumulti e i disordini del vento,
il cambio di domicilio degli uccelli,
l’orario di apertura delle stelle.
La morte improvvisa delle cose
affogate nella marea della notte,
le deboli grida d’aiuto degli astri
dalla loro prigione di infinito e distanza,
la marcia incessante degli eserciti del sogno
contro l’insurrezione dei fantasmi
e, sul filo delle baionette della luce, l’ordine nuovo
instaurato nel mondo dall’alba.

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Il poeta ecuadoriano Jorge Carrera Andrade (1902-1978), già apparso sul “Canto delle Sirene” con due poesie sull’umanità, immagina la notte come una rivoluzione e la descrive come un articolo di giornale racconterebbe gli eventi salienti. Seguiamo questa rivolta dal suo apparire: il volo delle rondini che si rarefà nel cielo dove la luce comincia a scarseggiare, il vento che si leva e libera nel cielo le stelle portando gli uccelli nei loro nidi, il buio che scende e porta il sonno e il sogno. Infine, con il ritorno della luce, alle prime avvisaglie del mattino, l’ordine ristabilito di un nuovo giorno…

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Fotografia © PDH Photo

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LA FRASE DEL GIORNO
Io sono l'abitante delle pietre senza memoria, sete d'ombra verde; il popolano di tutti i villaggi e delle prodigiose capitali; sono l'uomo universo, marinaio di tutte le finestre della terra stordita dai motori.

JORGE CARRERA ANDRADE

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