CESARE PAVESE
TU NON SAI LE COLLINE
Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome.
Una donna
ci aspetta alle colline.
9 novembre 1945
(da "La terra e la morte", 1947)
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“Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione” scrive Cesare Pavese nella “Casa in collina”. E questa sua poesia, che ho scelto per celebrare il 25 aprile, ne è la trasposizione in versi. Torto o ragione, ideali, fede, passioni, tutto scompare nella raffica di mitra che stronca il partigiano sulle colline piemontesi. E a chi per viltà o per destino è riuscito a fuggire e a scampare, resta la vita che continua, l’amore che rimane nel cuore. Con la consapevolezza che il sacrificio anche di “uno solo di noi” è stato un mattoncino per costruire la libertà.
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Una scena del fil “Il partigiano Johnny” di Guido Chiesa
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LA FRASE DEL GIORNO
Facciamo la guerra per poter vivere in pace.
ARISTOTELE, Etica Nicomachea, X, 7
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