martedì 23 marzo 2010

Primavera cinese / 2

Lo scorso anno ho già proposto poesie cinesi sulla primavera: l’osservazione della natura è un tema che i poeti orientali privilegiano. E l’alternarsi dei cicli naturali evoca un altro pensiero, quello dello scorrere del tempo. Come in questi versi di Ye Qingchen, che visse nell’XI secolo e che rivestì incarichi governativi nello Zhejiang: gestiva i trasporti fluviali e la regolazione delle acque.

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YE QINGCHEN

VERSA DELL’ALTRO VINO

Versa dell'altro vino e rimani
non aver fretta d'andare via
Di tre parti si compone primavera:
due parti sono di tristezza
la terza parte di vento e di pioggia

I fiori sbocciano, i fiori muoiono:
nessuno arriva molto lontano -
allora smettila di lamentarti
____________ ma canta ad alta voce:
Chissà dove ci incontreremo ancora
l'anno venturo al tempo delle peonie.

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Dipinto di Chuen Yue

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Wen Tingyun (820-870) visse a Chang’an, la capitale dell’impero Tang. Fu il primo a specializzarsi nella tecnica dello ci, che avrà maggiore sviluppo in epoca successiva: lo ci è una poesia-canzone scritta sull’aria di una canzone già esistente. È un po’ quello che succedeva negli Anni ‘60 ai parolieri italiani che scrivevano testi per le canzoni straniere mantenendo la musica ma prescindendo dalle parole originali.

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WEN TINGYUN

SALICI DAI RAMI DI SETA

Salici dai rami di seta
sottile pioggia di primavera
Oltre i fiori, il suono lontano
d'una clessidra: si levano in volo
le oche selvatiche alla frontiera
i corvi sulle mura della città
le pernici dorate
__________ sul pavimento dipinto

Una sottile nebbia profumata
entra attraverso le tende
Tristi stagni - padiglioni deserti
Dietro le rosse candele
dietro le tende ricamate
un lungo sogno

______________ che tu non conosci

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Dipinto di Wan Qiang

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I poeti imperiali, come si è visto nel caso di Ye Qingchen, erano spesso funzionari pubblici, civili e militari: si dovevano spostare per svolgere le loro mansioni lungo la vastità del territorio cinese. E non di rado capitava che fossero esiliati a causa di sommovimenti politici. Da qui un tema molto sentito, quello dell’addio. Il celebre Li Bai, spesso citato come Li Po, era poeta di corte da tre anni quando perse il favore del sovrano e fu costretto prima alla prigione e poi all’esilio nello Shandong e successivamente a Nanchino. Eccolo un giorno di primavera in una taverna (era amante oltremodo del buon vino, cantato in numerose sue poesie):

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LI BAI

RICORDO D’UN ADDIO IN UNA TAVERNA DI NANCHINO

Con il vento entra nella taverna
________ un profumo di salici in fiore
La bella di Wu che mesce il vino
________ mi chiama che assaggi
Gli amici di Nanchino
________ son venuti a farmi compagnia:
chi parte, chi resta,
________ ognuno vuota il bicchiere.
Prova a chiedere al Fiume
________ che scorre verso oriente
se la tristezza degli addii
__ è più lunga o più breve del suo corso.

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Dipinto di Hong Wei

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LA FRASE DEL GIORNO
Quando i petali cadono / e diventano polvere e fango / non resta che il loro profumo.
LU YOU

1 commento:

almacattleya ha detto...

Guarda, ti faccio i complimenti per la meraviglia dei tuoi post e poi questo... Grazie infinite per ogni piccola traccia del tuo blog e che lasci anche nel mio

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